Letture ad alta voce in classe, nuovo step educativo al Bachelet

SANTA MARIA A VICO. Sei giorni di letture ad alta voce in classe, senza voti né giudizi, così per il piacere di leggere; sei giorni per apprezzare il potere evocativo della parola. Questo il primo step del percorso “Tu chiamale se vuoi … emozioni”, ideato dai docenti dell’ISISS “Majorana-Bachelet” di S. Maria a Vico, nell’ambito del progetto “Libriamoci”, promosso dal Centro per il libro e la lettura e dal MIUR. 

L’itinerario educativo con cui il polo formativo della Valle di Suessola partecipa alla seconda edizione dell’iniziativa ha previsto l’utilizzo della lettura quale strumento privilegiato per affrontare il tema dell’affettività. Sulla scia dell’insegnamento di Gardner, l’offerta formativa dell’Istituto si è arricchita, infatti, di un’attività tesa a far acquisire gli strumenti per sviluppare appieno l’intelligenza emotiva, necessaria per il raggiungimento di un benessere a largo spettro.

Da lunedì scorso le allieve e gli allievi delle numerose classi che hanno aderito hanno potuto godere della suggestione fonica della parola, grazie alle letture dei passi dei tre romanzi scelti dal Dipartimento di Lettere in collaborazione con la biblioteca scolastica “Don Peppe Diana”. 


L’intento è stato innanzitutto quello di far emergere il bisogno e il piacere della lettura, tenuto conto che il desiderio di leggere è un’acquisizione culturale e non un fatto spontaneo, ma anche di fornire ai ragazzi strumenti utili per riflettere, comprendere e affrontare le proprie emozioni e gestire al meglio le relazioni, convinti che oggi più che mai occorra riappropriarsi di una dimensione emotiva che apra le porte all’accettazione di se stesso e dell’altro.

Se è vero che felicità, rabbia, paura, gelosia, amore, sono le emozioni fondamentali con cui gli adolescenti debbono fare i conti, gli insegnanti hanno ritenuto i personaggi e le storie di Io e Te, di Niccolò Ammanniti, Questa scuola non è un albergo, di Pino Imperatore e La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano, idonei all’uopo. Ognuno dei tre contesti narrativicostituisce, infatti, un utile tramite per la comprensione dei sentimenti che solitamente provano i ragazzi e, perciò, per un apprendimento che non ostacoli il dialogo interiore e che neutralizzi automatismi comportamentali, visto che come scriveva Proust: «ogni lettore quando legge, legge se stesso».

BACHELET




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