Droga, spunta un’intercettazione tra Genny la Carogna e un imprenditore casertano

REGIONALE. “Non mi far parlare molto, vedi che ti puoi anticipare, fra un paio di ore dovrebbe stare li’ da te. Devi prendere tutto, tutti i conti. Ci vediamo al bar Piccolo”. E’ questa una delle conversazioni telefoniche ‘chiave’ intercettate dai carabinieri nel giugno del 2010, nel corso dell’inchiesta che ha portato oggi a 4 arresti. La frase e’ pronunciata da Gennaro De Tommaso, detto Genny la carogna, e diretta ad Agostino Conte, titolare di un’azienda agricola a Brezza, frazione di Grazzanise, in provincia di Caserta, indagato a piede libero. Era li’, secondo le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, che arrivano i carichi di hashish e marijuana dall’Olanda gestiti dalla famiglia De Tommaso.

Genny Carogna


Per i pm di Napoli, Genny e’ implicato in un traffico di 166 chilogrammi di sostanze stupefacenti, in parte sequestrate in un blitz del 21 giugno del 2010. Gli investigatori sono riusciti a monitorare tutti i passaggi: dalla partenza del gruppo dei cugini omonimi De Tommaso in Olanda, ai loro contatti con un tale Franco e un tale cinese, non identificati, alle telefonate in Italia per rassicurare i familiari, fino all’appuntamento decisivo con frasi in codice: “Al bar Piccolo ti conti le sigarette va bene?”. Per gli ‘007’ le sigarette erano i carichi di droga. Gennaro De Tommaso, ora ricercato, era molto preoccupato per l’importanza del carico e subito dopo aver preso appuntamento con l’uomo deputato alla custodia del carico di droga lo richiama per raccomandargli di non dare notizia ad alcuno del loro arrivo. “Chiunque viene, chiunque viene, devi dire che non e’ venuto nessuno e non so niente e devi dire che sono venti giorni che non mi vedi”, dice al telefono. Quel giorno, le forze dell’ordine, grazie a telecamere nascoste nei pressi dell’azienda agricola riescono a monitorare l’arrivo di un tir pieno di scatole con il marchio ‘Ikea’. All’interno c’erano oltre 160 panetti di hashish. Il blitz alle 19.59. I militari dell’Arma trovarono il suocero di Conte e un extracomunitario intenti a scaricare gli scatoloni con all’interno le dosi di droga.

 




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