L’Architetto del bunker di Zagaria è uno dei tecnici del Puc di Capodrise

CAPODRISE. L’architetto dei bunker di Michele Zagaria, Carmine Domenico Nocera classe 1968, arrestato lo scorso primo ottobre assieme alla sorella dell’ex primula rossa, è uno dei tecnici del Piano urbanistico comunale di Capodrise.

L’incarico gli fu affidato durante l’amministrazione Crescente il 22 dicembre 2014 con determina 104 (che riportiamo integralmente in fotogallery con l’aggiunta del comunicato della DDA dell’arresto).

La notizia ci lascia un po’ di sasso, anche se l’incarico è naturalmente antecedente di diversi mesi all’arresto.

Il responsabile del procedimento era l’ingegnere Ernesto Palermiti, l’uomo che fu fortemente voluto dalla maggioranza targata Crescente e che ha affidato a Nocera l’incarico al seguente oggetto : Redazione del Piano Urbanistico Comunale PUC: RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE (VAS), RAPPORTO AMBIENTALE DEFINITIVO, DOCUMENTAZIONE DELLO STATO DELL’AMBIENTE E RACCOLTA DELLA BASE DI CONOSCENZA NECESSARIE ALLA VALUTAZIONE. MONITORAGGIO DEGLI EFFETTI DEL PIANO COL PROGRAMMA DI ADOZIONE. CONFERIMENTO INCARICO ARCHITETTO URBANISTA.

Il tutto per oltre 24 mila euro che il Comune deve corrispondergli.

A questo punto visto quanto è accaduto il primo ottobre l’ente capodrisano potrebbe anche valutare l’ipotesi di revocargli l’incarico, soprattutto in virtù dell’operazione in cui è stato coinvolto assieme alla sorella di Zagaria e al nipote ed erede del boss, Capaldo. Roba un tantino forte… Ma soprattutto in virtù dei tempi di scadenza del piano urbanistico, infatti entro l’estate bisogna presentare delle documentazioni decisive…


Tra i quattro arrestati all’alba del 1 ottobre c’erano anche  l’architetto Carmine Domenico Nocera e il muratore Francesco Nobis. Nelle carte c’è il racconto di come grazie a loro un vecchio immobile del casertano fu raso al suolo e ricostruito in villetta con annesso bunker sotterraneo per proteggere la latitanza di Zagaria. La villetta viene intestata a una prestanome, ma quando i Ros nel febbraio 2014 scoprono il bunker e lo sequestrano, il marito va dagli investigatori e vuota il sacco. Dice che lui non era quasi mai al cantiere, che il vero proprietario era un complice del boss, Antonio Zagaria, e che in pratica fece tutto l’architetto Nocera: il progetto, la richiesta di concessione edilizia, il disbrigo delle scartoffie in municipio, la consegna del denaro per la ristrutturazione. Denaro ricevuto da Antonio Zagaria. Nobis ha eseguito i lavori. L’imprenditore è accusato di favoreggiamento. L’architetto di concorso esterno in associazione camorristica.

Secondo gli investigatori, Nocera è uno di quei colletti bianchi della zona grigia tra camorra e affari: ha messo a disposizione lo studio a persone vicine al clan, le stesse persone che gli sarebbero tornate utili per ottenere incarichi di direzione lavori a Caserta “grazie all’influenza sul Sindaco di quella città ad opera del clan di Michele Zagaria”, come si legge nel capo di accusa. Inoltre, Nocera avrebbe incontrato più volte nel suo studio Zagaria durante la latitanza e gli avrebbe predisposto il contratto di locazione di un’altra villetta-bunker di Casapesenna, quella dove il boss si è nascosto dal maggio 2005 al luglio 2008. Lo rivela Generoso Restina, l’uomo che in quei tre anni è stato il vivandiere del boss di Casapesenna.




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