E’ morto uno dei boss della strage di Acerra

SAN FELICE A CANCELLO. E’ morto uno dei boss della strage di Acerra, il sanfeliciano Pietro Sorgiacomo, 57 anni, detto Ciaramella, pentito storico del clan Di Paolo e tra gli esecutori dell’eccidio del primo maggio del 1992.

Sorgiacomo, originario di Afragola (da qui il suo soprannome), viveva in una ridente località del Nord Italia, dove assieme ai figli gestiva un paio di locali.

Nella notte di ieri ha accusato un malore ed è deceduto in sala operatoria.

Probabilmente sarà seppellito dove ha vissuto ‘sotto protezione’ negli ultimi anni.

In queste ultime ore in piazza Giovanni XXIII a San Felice, dove vive la famiglia del fratello, c’è stato un andirivieni di persone che hanno portato il proprio cordoglio.

Lo stesso è accaduto nella frazione Talanico, dove ci sono altri parenti.

Pietro Sorgiacomo era il cugino del boss Mario Di Paolo, o pummarolaro, il cui corpo non è stato mai ritrovato, perché si dice fatto a pezzi e mangiato dai maiali.

Fu quello il crocevia dell’ascesa di Clemente Massaro, o ‘pecuraro, anche lui poi diventato collaboratore di giustizia assieme a moglie e figli.


Sorgiacomo durante la sua collaborazione con gli inquirenti ha fatto luce su alcuni delitti, come quello di Giovanni Mandesi e sui rapporti tra il clan di Pignarato e quello di San Felice che per anni sono stati federati.

Per la strage di Acerra Sorgiacomo fu il primo a finire in manette assieme ad Antonio Papa ‘o Picciuotto.

Tutto ruotò attorno ad una vendetta trasversale del boss Mario Di Paolo (fu lui ad essere considerato il mandante) contro il clan avversario capeggiato da Cuono Crimaldi. Una faida marchiata da una lunga scia di sangue. Pietro Sorgiacomo, e Antonio Papa furono beccati dai carabinieri di Caserta, dopo un inseguimento risolto a raffiche di mitra. La “Renault Clio 16 valvole” su cui viaggiavano risultava intestata a Di Paolo.

Fu una sera di festa trasformatasi in tragedia: due killer fecero irruzione nell’abitazione di Vincenzo Crimaldi, 46 anni, e a colpi di pistole e mitragliette lo massacrarono assieme alla moglie Emma Basile, di 46 anni, al figlio Silvio di 21 anni, alla figlia Livia, 24 anni, incinta al quinto mese di gravidanza. Rimase ucciso anche un ragazzino ospite della loro casa, Pasquale Auriemma, di 15 anni.




Condividi