Clan Belforte, la Smart regalata dai Campomaggiore al ‘compare’ Buttone

MARCIANISE. Regali costosi, toni confidenziali e stretti rapporti economici. E’ così che l’ex boss Bruno Buttone, ora pentito, delinea il ruolo dei fratelli Campomaggiore nel variegato mondo finanziario della cosca dei Belforte.

 

Butto svela tutto in un interrogatorio reso ai magistrati della Dda nel gennaio 2012 e contenuto all’interno dell’ordinanza notificata nei giorni scorsi a Michele e Pietro Campomaggiore: “Conosco gli imprenditori Campomaggiore. I loro rapporti cono  il clan nascono quando fu ammazzato il padre Angelo Campomaggiore. L’avvicinamento con il nostro gruppo avvenne a seguito della pacificazione con il clan di Felice Napolitano. Questi soggetti hanno orbitato intorno al clan Piccolo perchè sapevo che gli autori dell’omicidio del padre erano stati i Belforte”.

 

“Quando il gruppo di Napolitano è passato coi Belforte, i Belforte si sono messi a disposizione dei Belforte. Domenico Belforte accettò questo avvicinamento e pertanto i Campomaggiore si misero a nostra disposizione. Erano sempre disponibili ad investire somme di denaro di provenienza illecita ed assicuravano anche una percentuale minima. I Campomaggiore hanno investito in diverse occasioni anche somme di denaro per conto di Domenico Belforte proprio per rinsaldare il legame che si era creato”.


 

Sugli stretti rapporti con gli imprenditori il pentito ha dichiarato: “Le somme venivano investite acquistando autovetture che i Campomaggiore rivendevano. La circostanza che Domenico Belforte si è avvalso dei Campomaggiore per investire denaro mi è stata riferita dallo stesso Felice Napolitano. Gli investimenti sono avvenuti nel 1996-1997 ed hanno riguardato circa cento milioni delle vecchie lire. Pensate che i rapporti tra me e i fratelli Campomaggiore erano così stretti che loro mi chiamavano compare e mi davano del voi. In segno di amicizia Pietro Campomaggiore mi ha anche regalato una Smart di colore grigia e nera nel 1999”.

“Le disponibilità dei Campomaggiore nei confronti del clan è durata sino al mio arresto, ma anche nel periodo in cui ero detenuto sapevo che erano a nostra disposizione. Ricordo che vendetti ai Campomaggiore una Mercedes classe C, intestata a uno della mia famiglia e loro mi pagarono l’auto con assegni post-datati” ha rivelato Buttone.




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