Pellegrino: un impiegato e un ex assessore informavano il boss degli appalti

TRENTOLA DUCENTA/CASAPESENNA. Gli occhi e le orecchie del boss erano anche in Municipio. E’ un quadro alquanto preoccupante quello tracciato nell’ultima ordinanza emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e notificata lunedì scorso a 10 persone ritenute vicine alle fazioni Schiavone e Zagaria dei Casalesi.

 

All’interno del provvedimento si fa ampio riferimento alla capacità di infiltrazione del clan nella vita politica con particolare attenzione per gli appalti. Tanti i pentiti ascoltati dalla magistratura nel corso delle indagini. Un contributo rilevante è stato fornito però da Attilio Pellegrino, storico affiliato della fazione Zagaria e originario di Villa di Briano.

Attilio Pellegrino
Attilio Pellegrino

Pellegrino, al centro di un singolare episodio di cronaca nei mesi scorsi, ha deciso di collaborare con la giustizia dopo l’arresto avvenuto il Venerdì Santo del 2013. Ha un quadro recente delle infiltrazioni della sua cosca nei vari Comuni, tra i quali spicca la situazione (riferita ad alcuni anni prima) di Trentola Ducenta.


 

Il collaboratore di giustizia, nei copiosi verbali acquisiti dalla Dda e finiti nell’ordinanza, fa il nome di un dipendente del Comune di Trentola Ducenta e di un ex assessore. In quest’ultimo caso non è un nome nuovo, visto che Luigi Cassandra, è stato già coinvolte in inchieste sul tesoro del boss Michele Zagaria.

 

“Noi avevamo due uomini al Comune – ha dichiarato Attilio Pellegrino – Uno era un impiegato che faceva capo al boss Dario De Simone, l’altro era Luigi Cassandra”. Secondo Pellegrino l’ex assessore era una sorta di socio occulto di Michele Zagaria. Grazie a questi due contatti il clan sapeva prima quali lavori venivano effettuati in città, in modo da poter contattare prima delle altre cosche i titolari delle ditte per chiedere la rata estorsiva.




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