Pizzo sui cantieri per conto dei Belforte, due finiscono in carcere

MACERATA CAMPANIA/PORTICO DI CASERTA. I carabinieri della stazione di Macerata Campania, guidati dal maresciallo Baldassarre Nero, hanno eseguito nei confronti di due indagati un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

 

I provvedimenti scaturiscono da indagini condotte dall’aprile 2014 anche con l’ausilio di attività tecniche di intercettazioni ed hanno permesso di accertare episodi estorsivi ai danni di imprenditori edili nei territori di Portico e Macerata Campania.

 

E’ stata evidenziata nel corso delle indagini la presenza di soggetti ritenuti vicini alla famiglia Petruolo, storicamente egemone a Macerata Campania per conto del clan Belforte di Marcianise che, talvolta travisati, si recavano sui cantieri al fine di effettuare richieste estorsive.

 


L’indagine, che trae origine da spunti raccolti sul territorio ed in particolare dall’approfondimento di un episodio di tentata estorsione ai danni di un cantiere pubblico per i lavori di rifacimento stradale a Portico, ha permesso, anche con la collaborazione delle vittime di estorsione, di raccogliere consistente materiale probatorio a carico degli indagati in riferimento a due episodi di tentata estorsione ai danni di imprenditori edili di Macerata Campania, secondo il consolidato modus operandi che vedeva l’avvicinamento presso il cantiere con la tradizionale richiesta di un fiore o direttamente di denaro.

 

Il gip, condividendo con le richieste del pm, ha riconosciuto l’aggravante della modalità mafiosa. Sono quindi finiti in carcere Francesco Argenziano, classe 1977, nato a Caserta ma residente nella frazione Caturano di Macerata Campania e Giovanni Iodice, classe 1977, nato a Santa Maria Capua Vetere, ma residente nella frazione di Musicile a Portico.

 




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