Argenziano davanti al gip, l’imprenditore: ecco cosa mi disse al bar

PORTICO DI CASERTA/MACERATA CAMPANIA. Era previsto per stamattina alle 9 l’interrogatorio di garanzia di Francesco Argenziano, originario di Caturano e residente in via Kennedy a Portico di Caserta.

 

Il 38enne si è presentato davanti al gip per l’interrogatorio insieme al suo legale di fiducia, l’avvocato Massimo Golino. L’interrogatorio è durato pochissimo poichè Argenziano ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Dopo le formalità di rito Argenziano è tornato nella sua cella del carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove è recluso da ieri mattina per il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo la Procura avrebbe chiesto il pizzo a due cantieri per conto dell’ala del clan Belforte che fa capo a Filippo Petruolo, il ras indagato a piede libero in questa inchiesta.

 


Argenziano in caserma
Argenziano in caserma

A carico di Argenziano ci sono diverse prove: su tutte spicca la deposizione resa nell’aprile scorso dal titolare della ditta al quale l’uomo avrebbe chiesto la tangente. L’imprenditore racconta di essere stato avvicinato da Argenziano in un bar di Portico di Caserta che frequentano entrambi.

 

Tra un caffè e un aperitivo, Argenziano avrebbe proferito queste parole: “Noi stiamo giusto girando per un fiore, capiamo che il momento è di crisi ma ti chiediamo uno sforzo”. Di fronte al diniego del costruttore la risposta di Argenziano fu sibillina: “Complimenti, stai lavorando a Macerata Campania, sta facendo degli appartamenti”.

 

Un dialogo finito prima in un verbale redatto dai carabinieri della stazione di Macerata Campania, guidati dal maresciallo Baldassarre Nero, e poi nella voluminosa ordinanza a carico di Francesco Argenziano e Giovanni Iodice.




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