Attentati agli imprenditori, la strategia dei Piccolo contro i Belforte

MARCIANISE. Tre persone sono state arrestate dalla polizia di Caserta in quanto ritenute responsabili del tentato omicidio di un uomo, parente di un pregiudicato, referente di un potente clan del Casertano. Si tratta di tre esponenti del clan Piccolo, detto anche dei Quaqquaroni, in lotta con la cosca dei Belforte: Andrea Letizia, 39 anni, Michele Maietta, 32 anni, e di Domenico Piccolo, di 49 anni, tutti di Marcianise e detenuti. L’episodio in questione e’ l’agguato, mancato, consumato nei confronti di Franco Cortese, ventottenne, affiliato al contrapposto clan Belforte, detti i Mazzacane, che venne ferito gravemente a colpi di pistola il 24 aprile 2009.

 

Il ferito e’ il nipote di Antonio Bruno, alias Carusone, referente dei Belforte a San Nicola La Strada. L’uomo fu colpito mentre si trovava fuori al negozio, gestito con il padre, in via XX Settembre, a San Nicola La Strada. Secondo quanto e’ stato accertato, il ferimento rientrava nella storica guerra in atto tra le due cosche. In pratica, Franco Cortese aveva avanzato una richiesta estorsiva ai danni di un imprenditore edile, impegnato nella realizzazione della piscina comunale di San Nicola La Strada, che gia’ pagava il pizzo ai Quaqquaroni.


 

Il mandante dell’agguato e’ stato individuato in Andrea Letizia, mentre gli esecutori furono il Maietta ed il Russo, poi diventato collaboratore di giustizia, che materialmente sparo’. Andrea Letizia, in quel periodo legato da vincoli familiari ai Quaqquaroni, dopo la scarcerazione avvenuta nel 2002, aveva assunto la reggenza del clan, seguita all’arresto dei cugini Piccolo, a capo dell’omonimo clan, intraprendendo una strategia criminale piu’ aggressiva, finalizzata a riaffermare l’egemonia della cosca, culminata nel tentato omicidio di Franco Cortese.

 

 

Potere camorristico imposto anche con violenti atti intimidatori come quello nei confronti di un ristorante, a Capodrise, nel giugno 2009, di un concessionario di Casagiove, e di un negozio di arredamenti, a Marcianise. Come hanno accertato inquirenti ed investigatori, nel periodo tra il 2009 ed il 2010 furono fatte numerose richieste estorsive ai danni di imprenditori e commercianti, segnale evidente di una ripresa dell’azione del clan a fronte di un sempre piu’ marcato declino degli avversari, i Belforte, un gruppo criminale un tempo potente e federato alla Nco di Raffaele Cutolo.




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