Il cinema San Marco, ecco gli obiettivi della proprietà

CASERTA. Riaprono le porte dell’antico cinema San Marco, un pezzo della storia Casertana, chiuso dal 2008. L’inaugurazione, avvenuta il 13 Novembre, ha accolto più di 2.000 persone, quest’ultime, hanno partecipato  alle prime proiezioni.
I direttori hanno mantenuto la vecchia struttura, rimodernata a sua volta con pannelli e impianto digitale con lampade da 4000 Watt.
La stagione cinematografica partirà con una carrellata di film commerciali e d’essai, e con cineforum, per avvicinare sempre di più i giovani al mondo del cinema.


“Il mio collega ed io, daremo il massimo impegno per dare ai casertani un cinema efficace ed eccellente. Non è da sottovalutare l’impegno dei casertani. Quest’ultimi devono entrare nell’ottica del mono sala, persa negli anni a causa dell’apertura dei multisala che hanno stravolto la concezione del cinema di un tempo. Se i casertani, hanno interesse per preservare un pezzo di storia della loro città, deve esserci un responso anche dalla loro parte.”, così dichiara il direttore del San Marco.
marco1Durante la conferenza stampa, tenutosi all’interno della sala, Sabato mattina, l’incontro è stato animato con proiezione di due cortometraggi diretti dai giovanissimi registi Matilde De Feo e Emanuele Palamara.
marco2La De feo ha proposto “Il mio corpo a maggio”, un breve documentario sul corpo, nato all’interno di un ciclo di incontri diretti dal documentarista Silvano Agosti.
La natura concettuale del lavoro nasce dalla sostanza videoperformativa; nessun effetto di postproduzione è stato applicato, il movimento di petali e foglie nasce dalla pressione naturale dei fiori sul corpo.
Il giovanissimo Palamara, invece, ha proposto “La Smofia”, breve cortometraggio che tende a combattere contro la chiusura dei locali culturali, molto spesso trasformati in Casinò; messaggio molto significativo, perfettamente coinciso col pensiero del direttore.
I teatri, i cinema, i musei ecc. sono centri di cultura, pezzi di storia, che permettono ai cittadini, di entrare in contatto con un mondo parallelo, vivo o reale, da cui possiamo aspirare tanto. Cerchiamo di attirare di più i giovani affinché possano  per ridare “luce” alla nostra terra.

MARINA IADICICCO




Condividi