Lupara bianca, parla il boss Schiavone: “Ecco chi ha ucciso Paolo Letizia”

CASAL DI PRINCIPE. Ventisei anni di silenzi, timori ed indagini. Soltanto dopo la lunga requisitoria del pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Anna Maria Lucchetta, Francesco Schiavone, detto “Cicciariello” si è deciso a parlare.

 

Il cugino del boss omonimo “Sandokan” ha, infatti, dichiarato in aula chi ha ucciso Paolo Letizia, scomparso nel nulla dal settembre 1989 e fratello dell’attore e produttore cinematografico Amedeo. Proprio Amedeo Letizia ha voluto dedicare alla drammatica vicenda di suo fratello un libro, “Nato a Casal di Principe”.

 

Un manifesto di una generazione di ragazzi che è cresciuta in una Casale difficile e che ha dovuto fare i conti con l’ascesa di criminali senza scrupoli. Per Francesco Schiavone il pm ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Una volta terminata la requisitoria, lo stesso Cicciariello ha chiesto di parlare: “Io e mio cugino Walter Schiavone non avremmo mai ucciso Paolo Letizia. Abitava nella stessa strada di mio cugino. A decidere la sua uccisione è stato Vincenzo De Falco e questa vicenda è alla base dell’uccisione successiva dello stesso De Falco”. Dichiarazioni che la Procura Antimafia, prima di emettere la sentenza, attesa dai familiari da 26 anni, prenderà in considerazione anche perché Francesco Schiavone da aprile ha assunto lo status di dichiarante.


Il giovane, secondo la ricostruzione della Procura Antimafia fu sequestrato, torturato nella masseria di Francesco Schiavone, soprannominato “Cicciariello”, e sepolto lungo il fiume Volturno. Il clan voleva punirlo sia per alcune rapine eclatanti che per la sua amicizia con il nipote del boss Antonio Bardellino, stando almeno a quanto ricostruito dagli inquirenti nel corso delle indafini.

 

Tra i pentiti che hanno consentito di ricostruire il delitto c’è Francesco Della Corte, amico della vittima: “Seppi – ha raccontato ai pm – che Paolo era stato torturato nel tentativo di fargli confessare il suo legame con i bardelliniani e che dopo averlo ammazzato Cicciariello gli passò sopra con il trattore”. Della Corte ha poi rivelato che subito dopo il sequestro di Letizia cercò l’amico, ma nei giorni successivi rinunciò a farlo poiché temeva di venire eliminato come era accaduto al padre di Francesco Vastano, un altro giovane che in quel periodo era stato rapito e ucciso dai Casalesi.




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