Sanità, D’Anna contro il caro ticket: serve subito la legge

REGIONALE. “Il rigetto dell’emendamento che ho presentato insieme con i senatori del gruppo ALA riguardante la possibilità di poter utilizzare i residui attivi delle precedenti annualità 2013/2014 del fondo sanitario assegnato alle regioni con pieno di rientro dal debito, riproporrà, in quelle stesse regioni, l’anticipato esaurimento delle prestazione sanitarie specialistiche erogate in favore dei cittadini ed in particolare dei malati che soffrono di patologie croniche e gravi”.

 

Lo dice, in una nota, il senatore Vincenzo D’Anna, portavoce del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie. “A tal proposito – prosegue D’Anna – giova ricordare che negli ultimi mesi dell’anno, causa esaurimento dei fondi assegnati per l’erogazione di prestazioni specialistiche, i cittadini di Campania, Calabria, Lazio e Sicilia sono costretti al pagamento integrale di quelle prestazioni subendo così ulteriori disagi che vanno ad aggiungersi a quelli derivanti dai tagli lineari già imposti dai piani di rientro”. Di conseguenza, aggiunge il portavoce di ALA: “si arriva alla paradossale situazione che, pur in presenza di cospicui fondi residuali attivi, non possono essere garantiti i livelli essenziali di assistenza ai malati ed ai cittadini”.


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“Suscita particolare sdegno” per D’Anna: “l’espressione del viceministro Morando che, in commissione, ha detto che tali fondi possono essere incamerati per inasprire ulteriormente il piano di rientro dal debito sanitario. Un atteggiamento cinico ed ininfluente, sotto il profilo del contenimento della spesa, nel contesto di una manovra che comunque prevede un ulteriore indebitamento di oltre 17 miliardi di euro. Ai presidenti delle regioni ed in particolare, a Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania che pure ha più volte ribadita l’esigenza di garantire tetti di spesa sufficienti a coprire l’intera annualità del fabbisogno sanitario, giunga la mia personale sollecitazione a volersi attivare affinché nei prossimi giorni la Camera dei Deputati possa convertire il semplice ordine del giorno approvato dal Senato in provvedimento di legge”.

 

“E’ solo il caso di segnalare l’inerzia e l’indifferenza rispetto a tale problematica manifestata da molti colleghi parlamentari del Pd, ossequiosi verso la disciplina di partito molto di più che verso le esigenze di malati e cittadini” conclude D’Anna.




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