Scandalo Asl, Grillo depone in aula e Polverino torna a Caserta

MARCIANISE/CASERTA. Quella che sta per concludersi è stata una giornata piuttosto importante nell’ambito del processo sullo scandalo degli appalti Asl concessi a imprenditori vicini al clan Belforte di Marcianise.

 

Stamattina era infatti fissata un’udienza del processo madre, quello nato dal filone di indagine, che nel novembre 2013 portò agli arresti eccellenti e permise ai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta di stringere per la prima volta le manette ad Angelo Grillo ed ad Angelo Polverino. Proprio i due sono stati i personaggi centrali di questo venerdì giudiziario della sanità casertana.

 

Partiamo in ordine cronologico con l’imprenditore Grillo, attualmente recluso in Sardegna al regime del carcere duro e che in videoconferenza si è collegato con il tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove si stava svolgendo l’udienza. L’ex consigliere comunale di Marcianise è stato controesaminato dalla difesa degli imputati ed in particolare dai legali dell’ex direttore generale dell’Asl Franco Bottino.


 

Tanti i ‘non ricordo’ e i vuoti di memoria di Grillo che è stato incalzato dagli avvocati che inizialmente avevano chiesto addirittura ai giudici di annullare l’esame dello scorso 6 novembre nel quale l’imprenditore di Marcianise aveva invece raccontato fatti circostanziati.

 

La vera bomba sul processo Asl è arrivata però in serata quando la dottoressa Stravino, che presiede il collegio giudicante, ha accolto la richiesta dei legali di Angelo Polverino che avevano invocato la revoca della misura del divieto di dimora in Campania. Dopo due anni, tra arresti domiciliari e permanenza a Gaeta, l’ex leader del Pdl provinciale può tornare a Caserta.




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