All’Università per la legalità e lo sviluppo con sindaci, esperti, agenzie territoriali, associazioni e cooperative

CASAL DI PRINCIPE. Rendere possibile la sorveglianza civile sul riuso dei beni confiscati. Ma prima occorre localizzarli, recuperarne gli indirizzi, i numeri civici, le coordinate geografiche e velocizzarne la riqualificazione e il loro ritorno alle comunità.

L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), il 24 novembre, sarà a Casal di Principe, nel casertano, per presentare il “Progetto Hermon”, il sistema integrato di geomonitoraggio dei beni confiscati (inserito nel Programma operativo nazionale “Sicurezza per lo sviluppo” Obiettivo Convergenza 2007-2013 Ob. Op. 2.7). Un efficace strumento cartografico di analisi dell’immenso patrimonio sottratto alle mafie, che estenda le informazioni presenti nel sistema “Re.gio” e supporti l’agenzia e gli enti territoriali nella gestione, nella destinazione e nel reimpiego dei beni.

L’ANBSC lo farà nell’ambito di un convegno organizzato in collaborazione con il consorzio Agrorinasce e con il Forum del Terzo settore della Provincia di Caserta. L’incontro si svolgerà nella sala delle conferenze dell’Università per la legalità e lo sviluppo, al civico 882 di corso Umberto I, esso stesso bene confiscato e amministrato da Agrorinasce. La mattinata di studi inizierà alle 9.30 e il programma prevede i saluti di Renato Natale, sindaco della città, e di Immacolata Fedele, viceprefetto di Caserta e presidente di Agrorinasce, cui seguiranno le relazioni di Giuseppina Pastore e di Giuseppina Carfora, funzionari dell’ANBSC. Discuteranno del tema, moderati da Gianpaolo Capasso, referente regionale ANBSC: Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, Pasquale Iorio, portavoce Forum Provinciale del Terzo Settore, Nicola Tamburrino, sindaco di Villa Literno, Franco Matacena dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli Nord), Corinna Forte, presidente della Sezione misure di prevenzione presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e Vincenza Amato, presidente della Commissione regionale per i beni confiscati della Campania.


Nella parte finale, il dibattito si estenderà alle associazioni e alle cooperative che gestiscono i beni confiscati alla camorra. «Il “Progetto Hermon” – spiega Allucci – faciliterà la destinazione dei beni confiscati; siano felici di poter ospitare l’ANBSC, perché il convegno rappresenterà un’occasione preziosa per riflettere, non solo sugli enormi risultati raggiunti in questi territori, ma sul futuro dell’azione dei soggetti pubblici e sociali nella valorizzazione dei beni».

Nata nel 2010, l’ANBSC provvede all’amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati, a seguito di confisca definitiva, e aiuta l’amministratore giudiziario fino alla confisca di primo grado, assumendo, quindi, la gestione diretta dei beni. Nonostante la complessità del compito, solo nell’ultimo anno, con un grande sforzo lavorativo, sono stati destinati e restituiti al riutilizzo sociale oltre 3.500 edifici e terreni.




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