Elezioni, gli anti De Angelis alla carica per prendersi Forza Italia

MARCIANISE. L’inverno, almeno dal punto di vista meteorologico, comincerà in queste ore con l’arrivo in Campania di Attila, la perturbazione che abbasserà le temperature. Ci vorrebbe proprio uno come Attila, inteso come perturbazione e non come il capo degli Unni, per congelare i bollenti spiriti dei tanti esponenti di Forza Italia che sognano l’investitura a leader della coalizione.

 

Il pensiero è comune a tanti: in un partito dilaniato da correnti e reduce dalla tragicomica esperienza di Antonio De Angelis, molti pensano di poter far meglio o almeno di avere voce in capitolo per accreditarsi agli occhi degli elettori come il “nuovo che avanza”. Bene inteso che De Angelis proprio da Forza Italia proveniva, al punto da essere presentato in ‘pompa magna’ alla sua discesa in campo proprio nell’ufficio di corso Trieste a Caserta all’epoca sede del Pdl.

 

Questo però è il passato. Il presente, e soprattutto il futuro, dicono altro. Dicono che in Forza Italia molto passerà dal congresso cittadino e dal regolamento di conti per la guida del partito e soprattutto che più lontani si è stati da De Angelis e più possibilità si hanno di figurare in prima linea in primavera. Da questo punto di vista sarebbe ovvio spendere due nomi.

 

Il primo è quello di Angelo Pezzella. Vicesindaco di Antonio Tartaglione, in un’altra sfortunata esperienza amministrativa targata centrodestra, Pezzella si è tenuto fuori ed ha tenuto fuori i suoi uomini dai giochi di palazzo e dal balletto di poltrone di questi due anni schizofrenici. Era conscio che il momento opportuno per prendersi Forza Italia e forse qualcosa in più sarebbe arrivato. Bene (per lui), ora è arrivato.


 

Sente di poter vestire i panni del leader anche il giovane Antimo Ferraro che due anni si fece da parte, neanche fosse il buon Barrichello con Schumi, per ordini di scuderia. Rinunciò alla carica di coordinatore cittadino Pdl, ma di fatto non fece mai ritorno alla casa madre, proclamandosi insieme a Pier Luigi Salzillo un indipendente. Una frizione che lo ha portato a firmare, insieme all’opposizione, per mandare a casa De Angelis.

 

Una scelta che in Forza Italia molti non gli perdonano, a partire dallo stesso Biagino Tartaglione, che sembra essere quello uscito peggio dal naufragio del Titanic di De Angelis. L’ex assessore ha fatto sapere in tutte le salse che con i ‘traditori’ (quindi Ferraro e Salzillo) non vuole trattare. E se qualcuno da Caserta gli ordinasse di farlo?

 

 

Ragionamenti che per il momento non comprendono il gruppo di Zinzi che potrebbe sparigliare il campo piuttosto dilaniato degli azzurri e prendersi in un colpo solo partito e guida della coalizione. I nomi ci sarebbero e sono soldati fidati della scuderia di Mimì Zinzi: il purosangue Angelo Piccolo (tentato però dai moderati e dal nuovo Udc) e soprattutto Pasquale Salzillo, emblema, suo malgrado, della svolta forzista dell’ex presidente della Provincia.




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