Giovane picchiato dal branco per prendere l’iphone, sentenza per un 21enne

SANTA MARIA CAPUA VETERE/TEVEROLA. Era accusato di aver partecipato all’aggressione di un 21enne che si stava dirigendo a piedi alla stazione di Caserta, ma nelle ultime ore è arrivata la sentenza che lo scagiona.

 

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, all’esito del giudizio abbreviato, ha assolto, “per non aver commesso il fatto”, il 21enne Fabio Bortone, di Teverola, dall’accusa di rapina aggravata, in concorso con altre due persone. L’episodio contestato è avvenuto a Casagiove sarebbe stato consumato ai danni di un coetaneo nella notte del 4 ottobre 2014.

 

Accogliendo totalmente la tesi dei difensori di Bortone, gli avvocati Fulvio Fiorillo e Alessandro Caputo, il gup Salvatore lo ha prosciolto da tutte le imputazioni. L’aggressione venne segnata una volante del commissariato di Santa Maria Capua Vetere, in servizio sull’Appia, nel tratto compreso tra Casagiove e Casapulla.

 

La gang, secondo il verbale della polizia, si diede alla fuga verso  Santa Maria Capua Vetere, a bordo di una Lancia Y nera, ma vennero bloccati dopo un inseguimento, durante il quale i fuggitivi lanciavano dalla vettura due passamontagna, poi recuperati dagli agenti.


 

iphone

 

Il malcapitato, un 21enne studente beneventano, che si stava recando a piedi alla stazione di Caserta dopo aver trascorso la serata con la fidanzata di Santa Maria Capua Vetere, venne ricoverato all’ospedale “Melorio” con lesioni al capo, dovute a colpi inferti con il calcio di una pistola, e su altre parti del corpo.

 

Durante la denuncia il giovane dichiarava che i quattro malviventi, di cui uno armato di pistola semiautomatica, lo avevano aggredito per rapinarlo, riuscendo a sottrargli l’iPhone, e che soltanto l’intervento della Volante aveva scongiurato conseguenze più gravi.

La polizia, pertanto, procedeva all’arresto dei quattro, tutti dell’agro aversano, con l’accusa di rapina pluriaggravata in concorso. Il loro arresto è stato confermato la mattina successiva dal giudice, durante il rito direttissimo, che ha disposto la custodia cautelare in carcere. Mentre il minorenne è stato condotto al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

 




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