Scambiati per ras per colpa dell’auto, killer processati dopo 23 anni

CASAL DI PRINCIPE/PARETE/CASAPESENNA. Innocenti uccisi dal clan dei Casalesi. A 23 anni da quella assurda esecuzione di camorra la giustizia prova a mettere la parola fine sulla vicenda legata alla morte di Pasquale Pagano e Paolo Coviello.

 

I due erano onesti lavori ma vennero scambiati dai sicari per appartenenti alla cosca rivale. Per quell’assurdo duplice omicidio furono arrestati Francesco Carannante e Raffaele Venosa, ritenuto il reggente dell’omonima fazione dei Casalesi e catturato mentre era seduto al tavolo di un ristorante di Parete. Per i due prima delle festività natalizie comincerà il processo di primo grado: saranno giudicati con il rito abbreviato, come richiesto dai legali.

 


Le famiglie delle vittime hanno già fatto sapere che si costituiranno parte civile nel processo al via tra qualche settimana. A perdere la vita, in quel maledetto 26 febbraio del 1992 a Casapesenna furono Pasquale Pagano, commerciante di 36 anni e Paolo Coviello, pensionato di 63 anni, scambiati dai killer per il vero obiettivo dell’agguato.

 

Pagano e Coviello viaggiavano in un’auto (una Renault Clio grigio chiaro) dello stesso tipo e dello stesso colore di quella che usava Alfredo Zara, affiliato alla fazione Schiavone, che qualche giorno prima aveva tentato di uccidere un elemento apicale della fazione opposta, Pietro Paolo Venosa, fratello di uno dei due arrestati. I killer – cinque in tutto – non diedero scampo ai due innocenti: spararono numerosi colpi d’arma da fuoco con un kalashnikov, un fucile calibro e tre pistole.

 




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