Racket del clan Zagaria, chiesti 11 anni di carcere totali per due imputati

CASAPESENNA. Rischiano oltre un decennio di carcere complessivo i due presunti fiancheggiatori del gruppo Zagaria finiti sotto processo nell’ambito di un’indagine relativa alle estorsioni della cosca di Casapesenna, portate avanti proprio mentre il capoclan era latitante.

 

Stamattina si è tenuta presso la Corte di Appello di Napoli l’udienza del processo a carico di Michele Barone ed Antonio De Rosa. Il primo venne condannato in primo grado a 6 anni e mezzo di reclusione, mentre a De Rosa vennero inflitti 4 anni e 8 mesi. Il procuratore generale, durante la sua requisitoria, ha chiesto che vengano confermate le pene comminate in primo grado ai due imputati.


 

 

La sentenza si avrà soltanto nel mese di gennaio, dopo che ci saranno le arringhe degli avvocati difensori, tra i quali Ferdinando Letizia. I due sono finiti sotto processo per delle estorsioni commesse dalla cosca tra il 2008 ed il 2010 nell’Agro Aversano e nel basso Volturno. Sotto scacco ditte di costruzioni, azienda bufaline e bar, ai quali veniva imposta l’installazione dei videopoker.




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