Schiavone vieta lo spaccio al capozona: ‘Non voglio un euro. Se continua ammazzalo’

CASAL DI PRINCIPE. La droga e gli Schiavone. Un rapporto turbolento per chi ha ereditato un clan, come quello dei Casalesi, nel quale fino agli anni Novanta era vietato spacciare nelle proprie roccaforti. A far emergere questa contraddizione è un verbale contenuto nell’ordinanza relativa all’operaziona Azimut. A parlare è Raffaele Maiello che racconta di un incontro avvenuto prima della retata tra lui, Carmine Schiavone, Vincenzo Borrata e Carmine Iaiunese.

 

Argomento di discussione, neanche a dirlo, le piazze di spaccio di Aversa e dei Comuni limitrofi. Maiello rivela la reazione del figlio di Sandokan quando Borrata gli fa intendere la possibilità di chiedere una tangente agli spacciatori attivi su Aversa. “Carmine Schiavone rispose che era assolutamente contrario alla droga ed alle piazze di spaccio e quindi se avesse preso anche un solo euro dalla droga per quanto lo riguarda poteva anche andarsene senza salutare, specificando che la sua avversione alla droga derivava da analoga posizione del padre Francesco Schiavone Sandokan e quindi per lui gli spacciatori dovevano essere ammazzati”.

 


Un ordine da prendere alla lettera, visto che, come racconta Maiello, proprio in quella riunione Carmine Schiavone parlò di un soggetto al quale aveva detto di non spacciare più, ma questo aveva continuato.

 

 

“Per questo motivo incaricò Borrata di ucciderlo. Tuttavia Borrata non lo fece” racconta Maiello “mentre al contrario iniziò a prendere soldi dalle piazze di spaccio. Carmine Schiavone venne a saperlo in seguito ed in merito a ciò Carmine Schiavone decise di affrontare ancora l’argomento con Borrata e per questo organizzò una ulteriore riunione a Frignano a novembre”. La riunione saltò perchè fu avvistata una vettura civetta che gli affiliati sapevano essere in dotazione dei carabinieri di Casal di Principe.

 

Tuttavia prima di Natale mandò i soldi delle estorsioni a Schiavone. In quel periodo ci fu una riunione per certificare la nomina di Borrata a referente su Aversa. In quell’occasione Carmine Schiavone disse a Borrata: “Se tu vuoi fare parte della mia famiglia ne sono onorato, ma sappi che le cose le decido io e fai le cose giuste che vanno fatte. Sulla droga non ci devi mettere mano e non voglio nemmeno i soldi di quella schifezza”.




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