Camorra, la confessione choc del ras Bruno: “Ho ucciso quattro persone”

MARCIANISE/SAN NICOLA LA STRADA. Una nuova crepa si è aperta all’interno del clan Belforte di Marcianise e soprattutto tra gli affiliati storici.

 

Un altro ras di spicco dei Mazzacane ha, infatti, cominciato a parlare con i magistrati, anche se tecnicamente non può definirsi un collaboratore di giustizia, ma un reo confesso. Si tratta di Antonio Bruno, capozona dei Belforte per San Nicola La Strada, detto “Carusone”.

 

La sua dichiarazione è stata resa pubblica nel corso dell’udienza che si è tenuta ieri in Corte di Assise d’Appello per gli omicidi di Raffaele Salvelli ed Angelo Merola, ucciso nell’ambito della faida per il controllo delle piazze di spaccio da parte della criminalità organizzata.

 


Proprio sull’omicidio di Raffaele Salvelli, il ras Bruno ha dichiarato di averlo ucciso perché “non intendeva comprare la droga dal clan Belforte. Io ho prelevato la vittima che è stata uccisa con una pistola calibro 9. Gli furono esplosi contro 6 colpi di pistola, ma si fracassò il cranio perché cadde su una pietra”.

 

Antonio Bruno
Antonio Bruno

 

Altre motivazioni dietro l’omicidio di Angelo Merola, avvenuto nei pressi del cimitero di San Nicola la Strada nel luglio 2007: “L’ho ucciso io con un colpo di fucile al petto. Fece drogare mio nipote, Franco Cortese, e poi incendiò un bar a San Nicola”.

 




Condividi