Sullo Shunt c’è la richiesta: tutti uniti nel nome della ‘Rosa’

MADDALONI. Shunt, Rosa de Lucia invoca l’unità di intenti e si prepara a convocare il consiglio comunale.
“Ritengo necessario – dichiara il sindaco – chiarire alla città l’evolversi della questione shunt. L’obiettivo principale continua ad essere quello di evitare in modo assoluto lo scempio del territorio”.
Una volta ottenuto lo stralcio dello shunt si aprirà una seconda fase che prevede la convocazione di una nuova conferenza di servizi che verifichi le diverse proposte alternative e ne definisca le modalità di gestione; contemporaneamente alla conferenza si dovrà aprire un altro tavolo per la verifica delle migliori soluzioni tecniche che abbassino al minimo l’impatto sulla città.
La valutazione del progetto alternativo allo shunt sarà condivisa nell’Ufficio di Piano che è la sede istituzionalmente deputata alla rappresentanza di tutte le forze politiche e dei relativi tecnici.
“Ho sentito in questi ultimi giorni – prosegue il primo cittadino – azzardate ricostruzioni in merito alla frequenza del passaggio dei treni e all’impatto ambientale per le barriere antirumore. Mi preme sottolineare che Maddaloni si trova sulla linea Alta Capacità Napoli – Roma e non su quella ad Alta Velocità Napoli – Bari. I due sistemi si fondano su presupposti completamente in antitesi; mentre l’alta velocità punta a tratte dirette e veloci, l’alta capacità, dalla quale è interessata Maddaloni, punta invece ad una rete capillare sul territorio per cui è impensabile sostenere che la stazione resterà per Maddaloni un miraggio.


Questa precisazione, di non poco conto, comporta che il numero dei convogli previsti, gestiti tra l’altro dalla Regione Campania, in base alle richieste di mercato, è di tre coppie, costituite da soli treni Minuetto e Freccia Argento, con velocità contenute. Dimostrazione ne sia che non è prevista la sostituzione dei binari che sono testati per una velocità massima di 130-140km/h. Per quanto riguarda la paventata divisione in due della città, posso assicurare fin d’ora che saranno trovate le migliori soluzioni architettoniche possibili e condivise”.
In merito alla questione “interramento”, la Regione Campania ed Rfi furono chiare. Si doveva garantire l’esercizio dei treni per i passeggeri e per le merci, per fare ciò c’era bisogno di navette sostitutive a cui la Regione disse ‘no’ per i costi elevati. L’alternativa era interrare in esercizio ma questa proposta prevedeva una soluzione socialmente insostenibile per la città e per quanti avrebbero visti vanificati gli sforzi di una vita.

Rfi avrebbe dovuto costruire binari paralleli a quelli esistenti per il passaggio dei treni, abbattendo, come birilli, le costruzioni che incontrava lungo il tragitto e poi passare a rimuovere la vecchia linea ferrata e ricostruire una parte delle abitazioni”.
Per domani è stata convocata una conferenza dei capigruppo per illustrare la bozza di delibera di consiglio condivisa con la Regione Campania e con il presidente della Commissione Trasporti Luca Cascone, che sta dimostrando tutto il suo appoggio e collaborazione con l’ente calatino.




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