Estorsione alla farmacia di S. Cipriano, cinque condanne

SAN CIPRIANO D’AVERSA/CASAL DI PRINCIPE. Si è concluso con cinque condanne il processo in Corte di Appello a Napoli per la tangente da 2500 euro alla farmacia di San Cipriano d’Aversa.

 

Alla sbarra elementi di spicco del clan dei Casalesi, tra i quali soprattutto il figlio di “Sandokan”, Carmine Schiavone, che è stato condannato a sei anni e due mesi di reclusione (leggera riduzione rispetto ai sette e quattro mesi inflitti in primo grado) per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Per lo stesso reato è stato condannato anche Pasquale Mauriello: anche a lui sono stati inflitti sei anni e due mesi, essendo stato l’esecutore della richiesta estorsiva di 5mila euro al farmacista, poi dimezzatasi.


 

Rispondeva, invece, di ricettazione, sempre aggravata dal metodo mafioso, Carmine Iaiunese, a quell’epoca il cassiere del clan dei Casalesi, secondo il racconto dei pentiti. Ai fedelissimo di Carmine Schiavone sono stati inflitti quattro anni, uno in meno del primo grado di giudizio.

 

Infine i collaboratori di giustizia: sia Eduardo Di Martino che Raffaele Maiello sono stati condannati a tre anni e due mesi di reclusione, con tre mesi di ‘sconto’ per entrambi rispetto alla prima sentenza.




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