Pizzo: ecco quanto sborsava il falso capitano Vinciguerra al gruppo Lai

MADDALONI. C’è anche Giuseppe Vinciguerra di via Alturi, noto per i raggiri compiuti in tutta Italia spacciandosi di volta in volta come ufficiale dei carabinieri e della Finanza o come magistrato, tra le vittime del gruppo legato al clan Belforte di Marcianise smantellato questa mattina dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Napoli. Dieci le persone che hanno avuto l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, considerate referenti della cosca a Maddaloni per otto indagati sono stati disposti a vario titolo l’obbligo di dimora e di presentazione alla Pg, mentre per i fratelli Vittorio e Giuseppe Lai, ritenuti i capi del sodalizio, il primo dei quali già detenuto da tempo a Prato, il magistrato ha ordinato il carcere.


Vinciguerra, è emerso dalle indagini effettuate tra l’aprile e l’agosto di quest’anno dai carabinieri guidati dal capitano Pasquale Puca, doveva versare ogni mese ai fratelli Lai una percentuale variabile tra il 10 e il 20% dei guadagni realizzati con le truffe. Vinciguerra fu arrestato proprio ad agosto nell’ambito di un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere che accertò come il 34enne avesse truffato decine di vittime facendosi prestare soldi dietro la promessa di un posto di lavoro; gli inquirenti gli sequestrarono su Facebook due account, uno come capitano dell’Arma, l’altro come magistrato; in passato Vinciguerra era già stato arrestato perché aveva raggirato decine di ragazze cui aveva dato parola di sposarsi facendosi dare i soldi per le nozze.

MADDALONESITra le vittime del gruppo legato al clan, anche un soggetto che truffava le assicurazioni, e molte famiglie indigenti di Maddaloni che hanno chiesto prestiti di poche centinaia di euro per pagare le bollette ritrovandosi poi stretti nella morsa dell’usura, con interessi mensili dal 20 al 50% e punte fino al 500%. Tra gli indagati anche, Esposito, il titolare di una rivendita di caffè che ha intimato ad un concorrente di via Appia di chiudere l’attività e lasciare Maddaloni.




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