Omicidio Salvelli, due condannati. Assoluzione per Cortese

MARCIANISE/SAN NICOLA LA STRADA/CASERTA. Due  condanne e un’assoluzione clamorosa. Si è concluso con quest’esito il processo di secondo grado per l’omicidio di Raffaele Salvelli, avvenuto a Caserta nell’ambito di una faida per il controllo dello spaccio di stupefacenti.

 

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha infatti inflitto trenta anni di reclusione per il ras di San Nicola la Strada Antonio Bruno e ventotto per l’esecutore materiale Clemente Daniele Rivetti, di Caserta. Una riduzione per entrambi che in primo grado erano stati condannati all’ergastolo ma hanno beneficiato dello ‘sconto’ per aver confessato ai giudici le proprie responsabilità in merito al delitto nel corso del processo.

 

Decisione clamorosa per il nipote di Antonio Bruno: Franco Cortese, considerato anche lui un elemento del gruppo sannicolese del clan Belforte, è stato, infatti, assolto. Per lui il procuratore generale nel corso della requisitoria aveva invocato sedici anni di reclusione, avendo avuto un ruolo marginale nell’omicidio avvenuto nel 2006 a Caserta.


 

Antonio Bruno, Franco Cortese, Clemente Daniele Rivetti
Antonio Bruno, Franco Cortese, Clemente Daniele Rivetti

Un piano omicidiario maturato all’interno del clan Belforte per continuare a gestire l’attività di spaccio nelle piazze di San Nicola la Strada, Marcianise e Caserta. La vittima venne attirata in trappolo: Bruno e Rivetti, infatti, lo prelevarono da un bar di San Marco Evangelista e lo portarono poi nelle campagne di San Benedetto a Caserta. Lì Rivetti lo fece uscire dall’auto e lo freddò con un colpo di pistola, anche se non morirà all’istante.




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