Il latitante Zagaria incontrava i politici nel centro commerciale

TRENTOLA DUCENTA/CASAPESENNA. I condizionamenti del clan non si sono fermati alla realizzazione di opere pubbliche grazie al sostegno di amministratori locali. Sono riusciti anche a manomettere bandi di gara per favorire imprenditori a loro vicini.

 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, e in particolare grazie a una consulenza tecnica svolta dalla polizia di stato, si è accertato che rispetto alla costruzione dello svincolo della ss 265, “come pure dichiarato da un collaboratore (di giustizia, ndr), la quasi totalità delle buste contenenti le offerte di gara, che erano oltre 100, erano state aperte in modo da consentire all’impresa mafiosa di aggiudicarsi la gara formulando l’offerta vincente”.

 


“In particolare, sottolinea la nota della Procura, le quote della società C.i.s. meridionale srl proprietaria del centro commerciale, sono state dallo stesso Gip come sostanzialmente riconducibili a Michele Zagaria, dominus dell’iniziativa economica” che, “durante la sua latitanza si incontrava con la dirigenza del centro commerciale per delinearne le strategie imprenditoriali” compresa la scelta dei partner commerciali che vi operavano.

 

Secondo quanto poi affermato da un collaboratore ritenuto attendibile dal Gip, per anni gli uffici del centro commerciale sono stati utilizzati “come luogo d’incontro fra l’allora latitante Zagaria, i vertici del clan, imprenditori ed esponenti politici”. La nota della Procura chiarisce che il decreto di sequestro preventivo del centro commerciale Jambo prevede la nomina di un amministratore giudiziario e, quindi, “consentirà la prosecuzione delle attività commerciali ivi ubicate”.




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