Guardia giurata uccisa, chiesta una condanna. Requisitoria a tre per le rapine

MONDRAGONE/VILLA LITERNO/CASAPESENNA. Dopo oltre dieci anni c’è di fatto un solo responsabile per la morte di Nicola Sammarco, la guardia giurata di Mondragone, uccisa nel giugno 2005 durante il suo turno di lavoro a Casapesenna.

 

Il pubblico ministero, nel corso della requisitoria che si è tenuta mercoledì mattina, ha chiesto la pena di venticinque anni di reclusione per Gaetano Ziello, di Villa Literno, accusato di omicidio. Una richiesta mitigata dal fatto che Ziello è un collaboratore di giustizia.

 

Nello stesso procedimento sono però contestate anche diverse rapine, tra le quali quelle al distributore Q8 di Villa di Briano, all’Agip di Frignano, all’Agip di Cancello Arnone ed alla Total di Castel Volturno. Per questi raid il sostituto procuratore ha chiesto le assoluzioni di Giorgio Pagano e Costantino Garofalo e la condanna a quattro anni per Costantino Diana (lo stesso arrestato oggi dalla squadra mobile dopo una condanna per estorsione). Questi ultimi sono tutti di Casapesenna.

 


La vittima, che stava raggiungendo il luogo in cui espletava il servizio di vigilanza, venne bloccata per strada, in via Ciglio a Casapesenna, a bordo dell’autovettura di servizio e attinta da colpi d’arma da fuoco, decedendo poco dopo all’azienda ospedaliera “Cardarelli” di Napoli dove era stato trasferito.

 

Un mese prima del delitto Sammarco era già stato oggetto di altra rapina, durante la quale gli erano state sottratte, sotto la minaccia di un fucile a pompa e di una pistola, l’auto e la radio di servizio, nonché l’arma in dotazione, una Beretta calibro 9 x 21.

 

A detta del collaboratore di giustizia Ziello, era stato il suo gruppo a mettere a segno anche tale rapina: la pistola rapinata in tale occasione al Sammarco era proprio quella con la quale lo stesso vigilantes sarebbe stato ucciso il mese dopo.

A supporto delle indagini ci sono proprio le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Ziello, autore materiale del delitto, che ha chiamato in correità i due attuali indagati, suoi complici in quella occasione.




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