Rapina e ferimento del gioielliere: ecco come furono individuati Biccardi e Luchetto





SANTA MARIA A VICO/SAN NICOLA LA STRADA. Interessante davvero la modalità con la quale sono state condotte le indagini per far venire alla luce le responsabilità di Vincenzo D’Addio, alias Luchetto, in merito alla rapina del 10 ottobre a Pastorano, durante la quale il gioielliere fu attinto da un colpo di pistola.

Le indagini dei carabinieri poche ore dopo la rapina si dirottarono subito su quattro persone, tutte presenti nella zona tra Pastorano, Capua e Camigliano, la sera del colpo, individuate mediante i cellulari.

A questo punto dopo pochi giorni il commerciante ferito era già fuori pericolo, ma gli inquirenti decisero di far uscire fuori la falsa notizia che le condizioni dell’uomo erano critiche e che probabilmente non ce l’avrebbe fatta.

Grazie a questo stratagemma il complice di D’Addio, Francesco Biccardi di San Nicola la Strada (arrestato oggi), che aveva parlato con alcune persone in maniera confidenziale riferendo della dinamica della rapina, fu notiziato in tal senso.

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Un amico che aveva un collegamento con l’ospedale, lo telefonò e gli disse, saputo che il gioielliere stava male, di denunciare tutto alle forze dell’ordine, in quanto sarebbe stato complice di un probabile omicidio.

Da qui si innesca un giro di telefonate e di incontri che vedono protagonista oltre al sannicolese, anche colui che materialmente era andato a prendere i rapinatori, rimasti a piedi con la moto.

Intercettazioni telefoniche ed ambientali, con cimici poste all’interno delle macchine, portano i carabinieri e delineare il quadro sulle responsabilità.

D’Addio, una volta capito che i complici stanno cedendo, arriva al punto di minacciarli.

Alla fine stretto oramai il cerchio D’Addio capisce che sta per essere catturato e chiede a Biccardi di seguirlo su una montagna. Da qui la Procura decide per il decreto di fermo, e di catturare il pregiudicato di via Cupa San Marco, che si era nascosto in un’intercapedine nel muro della casa del padre.

Biccardi comunque per questa indagine risulta fondamentale, è lui di fatto a vuotare il sacco, anche per questo avrà ottenuto gli arresti domiciliari e non la custodia in carcere.

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