Caserta antirazzista, 5mila in corteo per il sì allo Ius Soli





CASERTA. Oltre 5000 persone, soprattutto immigrati e rifugiati provenienti da tutta Italia, hanno preso parte a Caserta alla manifestazione antirazzista organizzata da un coordinamento di associazioni laiche e religiose di Caserta quali il Movimento Migranti e Rifugiati, il Centro Sociale “Ex Canapificio”, il Comitato “CittàViva”, la Caritas, Migrantes, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Pietro”, Casa Rut, i Radicali Italiani, RFC Lions, gli scout. Il corteo, colorato e rumoroso, è partito da piazza della stazione, ha attraversato le principale strade del capoluogo per poi fermarsi a piazza della Prefettura, dove una delegazione ha incontrato il prefetto; molti gli slogan contro la recente legge sull’immigrazione Minniti-Orlando o per affermare la necessità di approvare la legge sullo ius soli, e contro l’ipotesi del Governo di realizzare un Cpr (Centro Permanente per il Rimpatrio) nell’ex caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere, decisione peraltro non ancora definitiva. Tra le richieste anche l’istituzione di canali di ingresso umanitari che permettano a chi scappa di raggiungere l’Italia e l’Europa senza rischiare la morte in mare o alle frontiere e avanzare la richiesta di protezione internazionale. Emma Bonino è intervenuta telefonicamente per esprimere solidarietà ai manifestanti.

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“Manifestiamo – spiega Mimma D’Amico – perché l’Europa torni ad essere terra di asilo e di accoglienza. Siamo sempre più preoccupati e indignati per le proposte che la Commissione Europea ha presentato per riformare il sistema comune di asilo europeo, proposte che si basano sulla pericolosa ‘logica securitaria’, sugli accordi criminali come quello stipulato con la Turchia e con la Libia e sull’idea che le frontiere e i muri possano sostituire uno dei pilastri su cui si fonda l’Europa: il diritto d’asilo e di protezione nei confronti di chi scappa da guerre, persecuzioni, povertà. La stessa logica l’abbiamo rivista anche nella legge Minniti-Orlando, profondamente discriminatoria soprattutto perché prevede l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un diniego e l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari. Per Gianluca Castaldi, della Caritas di Caserta, “la legge Minniti-Orlando è l’ennesima prova che la normativa italiana non è pronta al fenomeno dell’immigrazione. L’idea di aprile un Cpr a è devastante, e soprattutto vuol dire non aver capito che questo territorio abbisogna di piani di inclusione sociale e non di Cpr”.

“Siamo indignati per ciò che sta avvenendo in Parlamento sullo Ius Soli – dice Suor Rita Giarretta di Casa Ruth – chi nasce in Italia è giusto che sia cittadino italiano. Oggi assistiamo a situazioni ingiuste e incredibili, con ragazzini nati in Italia da genitori stranieri che non possono fare le gite scolastiche e sono fortemente discriminati rispetto ai bimbi italiani”. Nell’occasione i Radicali Italiani e gli attivisti del Centro Sociale Ex Canapificio hanno raccolto le firme per una legge popolare che superi la Bossi-Fini.

“Diciamo basta al reato di clandestinità; – Michele Capano, tesoriere dei Radicali – inoltre bisogna dare possibilità agli stranieri che vogliano trovare lavoro in Italia di entrare nel nostro Paese per 12 mesi, grazie alla collaborazione di intermediari come le associazioni che fanno volontariato, ma anche quelle delle categorie professionali e le Università; se poi non trova lavoro se ne tornerà nel proprio paese. Chiediamo inoltre l’introduzione di un permesso di soggiorno per radicamento territoriale per coloro che sono qui in Italia da anni e che lavorano in nero”

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