Pastore di Polvica ucciso dal clan, sentenza per 4





SAN FELICE A CANCELLO/NOLA. Il clan lo aveva ucciso perchè impelagato nell’affare rifiuti che già stava avvelenando le campagne tra il sanfeliciano e il nolano. Adesso arriva la sentenza di secondo grado per il delitto di Francesco Affinita “o’ nercio”, pastore di Polvica, assassinato dal clan nel 2002. Nel processo, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli, ci sono anche altri due delitti ordinati dalla mala nolana: quelli di Luigi Guadagno e di Felice Napolitano, sempre avvenuti in quel periodo storico.

I giudici hanno cancellato due ergastoli, infliggendo la pena di 20 anni di reclusione per Nicola Luongo e Domenico La Montagna, che già in primo grado confessò un omicidio. Condanne più lievi, rispetto alla prima sentenza, anche per i pentiti Di Buono e Ambrosino.

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Stando alla ricostruzione fornita alla Dda proprio dal collaboratore di giustizia Antonio Di Buono, Affinita sarebbe stato ucciso perchè stava dando fastidio al clan impegnato negli affari della zona Asi di Nola.

In particolare, secondo quanto emerso dai verbali di interrogatorio poi acquisiti nel corso del processo, Affinita avrebbe preteso tangenti dai camion che sversavano rifiuti pericolosi nella zona. Un comportamento che, stando ad alcune versioni, non andò giù al defunto boss Alfonso Nino, preoccupato anche dalla ricaduta negativa di tale business, che ordinò il delitto.

 

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