Riscatto per la salma trafugata, verdetto per 3





SANTA MARIA CAPUA VETERE. Fecero sparire una salma dal loculo dopo un’irruzione al cimitero e ne chiesero poi il riscatto. Una vicenda che ha fatto discutere molto a Santa Maria Capua Vetere e che tra pochi giorni potrebbe avere il primo verdetto.

Nella prossima udienza (l’altra settimana) ci sarà infatti la sentenza per Stefano Cecere, Walter Pimpinella e Ananie Nedelcu, i tre sotto processo per tentata estorsione. Nell’ultimo appuntamento in aula il pm Gerardina Cozzolino, nel corso della requisitoria, ha terminato le richieste di condanna invocando 7 anni ciascuno per Stefano Cecere e Walter Pimpinella e 4 anni per Ananie Nedelcu (pentito).

I tre sono tutti di Santa Maria Capua Vetere, mentre era di Curti Luigi Conforti, il giovane barista morto nel 2006 in un tragico incidente stradale. Era suo il corpo nella bara che venne trafugata nel febbraio 2013 dai tre: un furto che, stando alla ricostruzione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, era stato finalizzato proprio a chiedere il riscatto.

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Stefano Cecere

La salma sarebbe stata spostata dal loculo originario ad un’altra zona del cimitero. La famiglia non si piegò al ricatto e denunciò tutto alla polizia che diede il via all’indagine. Ora a distanza di 4 anni e mezzo da quel macabro furto si attende il primo responso della magistratura. I tre imputati, accusati di tentata estorsione, sono stati processati con rito abbreviato.

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