Marcianise avvolta dal fumo, fiamme nell’azienda




MARCIANISE. A meno di un mese dal devastante rogo le fiamme tornano a impossessarsi dell’area dell’ex Saffa. In questo momento la periferia di Marcianise e la zona di Ponteselice sono avvolte dal fumo. Le fiamme sono divampate proprio nella zona dove sorge l’ex stabilimento di Stato.

Una preoccupazione non da poco per i residenti oltre che di Marcianise anche di Recale, Portico e Capodrise anche alla luce del rogo tossico del 17 luglio. Questo ciò che l’Arpac aveva scritto di quel disastroso incendio: “Si é sviluppato su una fascia di terreno interna all’opificio ricadente ad est dello stesso, confinante con l‘adiacente strada stante a servizio dei fondi limitrofi. Non sono stati attaccati i manufatti interni.

L‘incendio ha interessato prevalentemente la vegetazione costituita da rovi che, nei punti non incendiati supera i due metri di altezza. Al riguardo, si rileva che tale infestante presenta solo superficialmente la parte vegetativa, mentre tutta la porzione sottostante è costituita da fasciame vecchio e secco facilmente infiammabile.




L’incendio ha combusto anche rifiuti abbandonati nel canale di scolo laterale alla strada quindi: plastica costituita soprattutto da polistiroli alveolari per la semina delle piantine, rinvenuti in buona quantità nel tratto più innanzi del canale non incendiato; pneumatici f.u. di cui si rinvengono le anime in ferro; ingombranti in legno; rifiuti di demolizione e costruzione.Per quanto sopra, a tutela delle matrici ambientali si rende necessario che il soggetto obbligato proceda a quanto segue: peri rifiuti non combusti procedere alla rimozione dei rifiuti per tipologia di appartenenza e conferimento degli stessi a impianto smaltimento/recupero a norma; per i rifiuti combusti la raccolta dei rifiuti e la loro caratterizzazione analitica per l’attribuzione dei codice CER e successivo smaltimento a norma.

Per l’area di sedime dell’opificio decespugliare la vegetazione infestate, rovi ed arbusti, per contenere il potenziale incendio”.

 


Condividi