La pizza napoletana diventa patrimonio Unesco




REGIONALE.  La pizza napoletana diventa patrimonio dell’umanità. Il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, riunito in sessione sull’isola di Jeju, ha valutato positivamente la candidatura italiana. Lo ha annunciato la delegazione italiana che sull’isola della Corea del Sud ha atteso il riconoscimento sperato.I lavori del Comitato Unesco si concluderanno il 9 dicembre e solo al termine di questa ultima sessione il riconoscimento dell’Arte del pizzaiuolo napoletano sarà ufficialmente ratificato, dando il via ai festeggiamenti ufficiali.

“Quando nel 2014 Alfonso Pecoraro Scanio, proprio tra i tavoli del Napoli pizza Village, annunciò l’avvio della petizione a sostegno dell’arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, abbiamo deciso di sostenere questa avventura, non immaginando che questo percorso sarebbe stato così ricco di soddisfazioni – affermano Claudio Sebillo ed Alessandro Marinacci, ideatori ed organizzatori di Napoli pizza Village – Siamo così orgogliosi di questa vittoria che speriamo di festeggiare con tutta Napoli lo storico risultato con un evento gratuito aperto a tutti dove protagonisti saranno ancora una volta i pizzaiuoli per i quali abbiamo ottenuto questo importante riconoscimento internazionale”.





“Si tratta di un riconoscimento a lungo atteso, che premia i pizzaiuoli, il loro lavoro, la loro identità – afferma il professor Pier Luigi Petrillo, Consigliere per l’Unesco. L’Unesco ha voluto riconoscere quale patrimonio dell’umanità la creatività dei pizzaiuoli che hanno saputo trasformare elementi basici come l’acqua e la farina in una creazione di incredibile valore culturale che rappresenta l’Italia nel mondo”.Sebillo e Marinacci hanno concluso “Vogliamo particolarmente ringraziare Alfonso Pecoraro Scanio che fin dal 2000, da Ministro dell’Agricoltura ha avviato l’azione per difendere il valore della tradizione artigianale dei pizzaiuoli, raccogliendo oltre 2 milioni di firme raccolte in più di 100 Paesi e coinvolgendo 600 ambassador. E con lui ringraziamo tutti i pizzaiuoli napoletani, le organizzazioni, le imprese, le istituzioni e i milioni di cittadini che hanno permesso alla petizione di raggiungere un record mondiale”.

“È il giusto e meritato riconoscimento a un’arte antica, che è simbolo di Napoli e dell’Italia nel mondo. Da oggi comincia una nuova storia, tutta da scrivere, di cui noi facciamo e faremo parte sempre più orgogliosamente”. Così il presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, commenta l’inserimento dell’arte del pizzaiolo napoletano nel patrimonio culturale dell’umanità da parte dell’Unesco.

“La mozzarella di bufala campana Dop – prosegue Raimondo – è indissolubilmente legata alla pizza per tradizione e cultura. Inoltre l’utilizzo del nostro prodotto è previsto nel disciplinare di produzione della pizza verace napoletana. Questo successo testimonia che quando l’Italia riesce a fare davvero sistema sa cogliere importanti traguardi. Da Seul arriva anche la conferma che la pizza deve restare un piatto popolare. Un plauso incondizionato va alle istituzioni, alle associazioni e soprattutto ai tantissimi pizzaioli, sempre più preparati, che ci hanno creduto sin dall’inizio. Tutti insieme hanno firmato una straordinaria pagina che sa di futuro”.



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