Sorpreso a cena con pregiudicati, il gup lo scagiona

SANTA MARIA CAPUA VETERE. L’irruzione della polizia interruppe la cena e gli costò una denuncia per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Dopo oltre un anno, però, per Antonio Russo, classe 1958, residente a Santa Maria Capua Vetere viene scagionato dalle accuse.

Il gup Orazio Rossi ha emesso, infatti, sentenza di non luogo a procedere nella giornata di oggi, accogliendo così la tesi del legale dell’uomo, l’avvocato Rosario Avenia.  Russo venne fermato nell’ottobre 2016 dagli agenti del commissariato di Santa Maria Capua Vetere nel corso di un controllo nella sua abitazione di via Vittorio Emanuele mentre era in compagnia di altri due pregiudicati.


Russo era sottoposto all’epoca dei fatti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno a Santa Maria Capua Vetere. Tra le prescrizioni imposte c’era proprio quella di non frequentare persone con precedenti. All’arrivo dei poliziotti il 59enne stava cenando con altre tre persone, due delle quali, stando a quanto risultato dal database delle forze dell’ordine, avevano precedenti. Per il 59enne, soprannominato “Capa e cavallo” e in passato coinvolto in un blitz contro il clan Amato, scattò la denuncia, cancellata oggi dalla decisione del gip Rossi. Per lui non ci sarà alcun processo per i fatti di quella sera: entro un mese saranno rese note le motivazioni della sentenza odierna.




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