Fanpage, M5S contro De Luca: “Vieta ai dirigenti di essere sentiti in commissione”

Regionale. “Il caso Sma, le inchieste giornalistiche di Fanpage e gli sviluppi delle indagini della Procura su un presunto sistema creato ad arte per gestire gli appalti dei rifiuti in Campania, chiudono il cerchio sul sospetto di una strategia del bavaglio in Campania su cui il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha sempre puntato i riflettori.

Con il suo atteggiamento ostruzionistico, il governatore De Luca ha impedito che venisse realizzata una reale operazione verità sul lavoro delle partecipate regionali. Se due indizi fanno una prova, giova oggi sottolineare il fallimento, da noi ampiamente annunciato, della Commissione d’inchiesta sulle Partecipate, presieduta dall’indagato per corruzione Luciano Passariello, servita solo a limitare una concreta opera di controllo ispettivo da parte della Commissione speciale Trasparenza, della quale non è stata altro che una brutta copia.


Dagli atti in nostro possesso, dopo due anni di lavoro la Commissione che De Luca ha voluto affidare a Passariello non ha prodotto assolutamente nulla, sebbene siano state concesse tre ingiustificate proroghe dopo la scadenza dei sei mesi prevista dallo Statuto. L’altro indizio è la direttiva, a firma di De Luca, del 19 aprile 2017, con la quale è stato ordinato ai dirigenti regionali e ai manager nominati da De Luca, compresi quelli delle società partecipate, di declinare la convocazione alle audizioni della Commissione Trasparenza se non autorizzati direttamente dal governatore”. E’ quanto denuncia la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione speciale Trasparenza Valeria Ciarambino.

“Siamo l’unica regione al mondo – sottolinea Ciarambino – in cui per essere ascoltato dalla Commissione che indaga sul suo governatore serve il permesso del governatore stesso. E dove per limitare il lavoro di quella commissione, se ne istituisce un’altra su cui esercitare maggior controllo e la si tiene in vita fino a che serve violando il regolamento. Come Commissione Trasparenza siamo pronti ad avviare un’opera di ricognizione su tutte le Partecipate regionali. Ma per consentirci di lavorare al meglio, De Luca deve ritirare quanto prima la sua direttiva che ci impedisce di audire dirigenti e amministratori regionali. Se il governatore dovesse intestardirsi con questa sua opera di ostruzionismo, siamo costretti a pensare che ha qualcosa da nascondere”.




Condividi