Blitz nei capannoni: ecco cosa c’è a pochi metri dall’A1

LA PRECISAZIONE DI FIVRA  (Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate), l’associazione dei principali produttori di lane minerali (lana di roccia e lana di vetro per isolamento):
“FIVRA condanna l’abbandono di rifiuti e ricorda che devono essere smaltiti in accordo alla legislazione vigente. Segnala altresì che le lane minerali non sono materiali pericolosi, nemmeno quando diventano rifiuti.
Infatti la IARC (International Agency for Research on Cancer, massimo esperto in materia ed afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inserito le lane minerali nel gruppo 3 “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani” (al pari del thé, cfr. http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/latest_classif.php).

L’Unione Europea mantiene una classificazione più cautelativa, ma anch’essa riconosce che le lane minerali sono sicure se conformi alla “Nota Q” (ovvero bio-solubili, come quelle prodotte dai soci FIVRA).
Alcune volte i rifiuti costituiti da lane minerali sono classificati come pericolosi, ma ciò è una scelta di comodo (per evitare di effettuare tutti i test necessari per l’esatta caratterizzazione del rifiuto), non corrisponde alla realtà.
Tutto ciò è stato confermato dal documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni, su proposta del Ministero della Salute, in data 10 novembre 2016 (cfr. http://www.fivra.it/it/approfondimenti/27_fibre-artificiali-vetrose-fav-aggiornamento-delle-linee-guida-del-ministero-della-salute). 
Per i motivi sopra esposti, vi chiediamo di correggere il suddetto articolo.

 
Cordialità
Ufficio Stampa FIVRA

 

LA NOTA DEI VOLONTARI DEA

Teano. Durante  un   vedettaggio ambientale effettuato  dai volontari D.E.A in  agro di  Teano, percorrendo   la   strada provinciale 112 segnatamente  in  una  stradina   che  costeggia   Autogrill  A1  Teano  est,  all’interno e  all’esterno  di  una  struttura  industriale di  circa  15-20.000  mq in  avanzato  stato di abbandono “denominata  ex  isolmer” sia  nello  spazio  antistante  che  all’interno  dei  capannoni sul  suolo sono stati scoperti dai volontari centinaia  di  MC3   di  materiali  pericolosi  in  avanzato stato di deterioramento,  abbandonati  da  più  di  10  anni,inoltre  numerose  lastre  ondulate  in  verosimile  amianto,sacconi  big  bag   verosimilmente   parte  di  una  bonifica  iniziata  e  mai  portata  a  termine, indumenti, alimentari, residui  di  materiali  combusti RAEE, PFU, e  altri  materiali  non  meglio  identificati.

Le strutture   erano  facilmente  accessibili   a  chiunque  poiché  nella  recinzione   vi  erano  numerosi  varchi  aperti,e  durante  il  sopralluogo  nell’area   vi erano  alcuni  soggetti  ignoti  che  alla  nostra  vista  si  sono  immediatamente  dileguati.

“Sono  decenni ormai che questo sito vede rimpalli di competenze tra i vari enti – scrivono i volontari – ma  nessuno  bonifica, nessuno  prende  atto  che   gli edifici abbandonati lasciati al “libero accesso” delle persone possono diventare luogo di ritrovo di persone dedite ad attività illecite o senza fissa dimora o irregolarmente presenti sul territorio nazionale e/o sbandati in genere; che gli edifici  abbandonati e lasciati al libero accesso di chiunque senza alcun impedimento, possono essere ambienti pericolosi anche per coloro che li frequentano illecitamente; che le occupazioni e/o le frequentazioni abusive destano allarme sociale;  che gli stabili e le aree così considerati non hanno generalmente i requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa e che la protratta presenza di persone all’interno può determinare il sorgere di problematiche di carattere igienico sanitario; il pericolo per i cittadini residenti, soprattutto minori, derivante dal fatto che gli edifici facilmente accessibili, per le condizioni di incuria e di degrado presenti, possono comportare il rischio di lesioni e di infortuni anche gravi…si spera  di  non  dover  aspettare  altri  decenni per  passare  ai  fatti.”

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