Bidognetti, il fratello del boss benedice così il nuovo capo

Casal di Principe. Un passaggio di consegne in piena regola. La vecchia guardia dei Casalesi, fiaccata dalle inchiesta e dalla carta di identità, lascia così spazio ai ‘vicini di casa’, al punto che la rappresentanza del clan Bidognetti anche nell’agro aversano passa nelle mani di Massimo Perrone, definito dalla Dda il capo della “Nuova Gerarchia Casalese”, sgominata ieri dal blitz dei carabinieri.

A raccontare questo passaggio di consegne è il neopentito Antimo Di Donato che svela come il fratello di “Cicciotto ‘e Mezzanotte” abbia riorganizzato la cosca: “In un periodo che io colloco verso il mese di novembre/dicembre 2016, venne scarcerato Bidognetti Míchele, fratello di Francesco Bidognetti detto “cicciotto e mezzanotte” noto capo della fazione casalese omonima, Alla notizia della scarcerazione di Bidognetti Michele il Perrone ci disse di voler parlare con il Bidognetti Michele per aver da lui l’autorizzazione ad iniziare tutti i traffici illeciti dei Casalesi su tutti i territori controllati dal clan Bidognetti. Accadde allora che Perrone Massimo si rívolse a …omissis… per procuragli un incontro con Michele Bidognetti”


“Perrone – rivela Di Donato – disse non solo che Michele Bidognetti lo aveva autorizzato a muoversi a nome del clan Bidognetti e che costui gli riconosceva anche una abilità nel settore camorristico. Da questo momento avviene che Perrone Massimo comincia a muoversi sul territorio casertano a nome del clan Bidognetti e comincia a ad interessarsi non soltanto di alcune ditte a cui chiedere le estorsioni, ma anche dei traffici di droga di cui voleva personalmente occuparsi.”

LE AMMISSIONI SULL’ARSENALE

Antimo Di Donato spiega: “Ammetto di avere detenuto illegalmente armi e materiale esplodente, nella specie una pistola cal. 7,65 con due caricatore con una cinquantina di munizioni. Ho detenuto le predette armi dal mese di dicembre 2016 sino allo scorso giovedì 6 aprile. Ammetto di aver collocato due ordigni esplosivi ad alta deflagrazione alla ditta di onoranze funebri con sede in Giugliano, sia presso la sede dell’impresa stessa sia presso l’agenzia di Parete. Ammetto altresì di aver collocato un ordigno esplosivo all’esterno dell’abitazione dell’imprenditore di Parete con finalità estorsiva.”

 




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