“Don Barone toccava il seno e aspergeva le parti intime durante benedizioni”

Casapesenna/Maddaloni. In questa ordinanza bis a carico di don Michele Barone e degli altri indagati, emerge in maniera dirompente il racconto del sacerdote don Carlo Aversano, unico prete della diocesi autorizzato come esorcista dal 1985.

Don Carlo Aversano nel corso dell’audizione, davanti agli inquirenti, ha chiarito che il rito speciale dell’esorcismo non prevede alcun contatto fisico tra il prete autorizzato e la persona posseduta dal demonio, nè tantomeno il ricorso alla violenza.
Il prete può semplicemente limitarsi ad appoggiare lievemente le mani sul capo della persona, abbracciarla in segno di conforto ed invitare i familiari a tenerla ferma se la persona è esagitata.


Don Aversano ha detto che durante il rito non è prevista nessuna assunzione forzata dell’ostia che deve solo essere esposta per contrastare il maligno.
Non c’è il digiuno, non c’è la pratica dell’immersione nell’acqua, ma solo l’aspersione e se la casa è teatro di strane manifestazioni, non la si lascia ma si cerca di contrastare con le preghiere.

Don Aversano, essendo l’unico abilitato agli esorcismi, aveva consigliato a don Barone di astetenersi da pratiche per le quali non aveva ricevuto autorizzazioni.
Il suddetto sacerdote ha reso noto di aver appreso da alcune donne, tra le 3 e le 4, venute da lui separatamente e in occasioni diverse, che don Michele nel corso delle benedizioni le aveva toccate sul seno, aspergendole sulle parti intime, tanto da suscitare in loro un forte turbamento.




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