Assunzioni al Todis, ecco cosa ha risposto Scarano

SAN FELICE A CANCELLO. Torniamo a parlare del caso che ha scosso le mura del comune di San Felice nel 2016: Tangentopoli. Come sempre, dato il numero di imputati e testimoni, di questo caso appena sembra di saperne qualcosa in più, ci si accorge paradossalmente che invece la verità è lontana e che bisogna ancora affrontare tanti interrogatori ed udienze per capirne realmente qualcosa. Ieri, mercoledì 14 marzo, si è tenuta un’altra udienza e, tra i vari interrogati, c’è stato Francesco Scarano, comandante della Polizia Municipale di San Felice a Cancello.

Ricordiamo ai nostri lettori qual è l’accusa: irregolarità in appalti e lavori compiuti dall’ex sindaco Pasquale De Lucia, ora sottoposto alla misura cautelare detentiva, e da vari dirigenti ed amministratori. Ieri è stato interrogato l’ex comandante Franco Scarano. Stando all’accusa sembra che il comandante non sia stato del tutto attento ed imparziale durante i lavori della struttura in cui fu disposto il Todis in quanto in cambio avrebbe ottenuto un contratto di lavoro per il figlio, allora disoccupato, all’interno del market. “Ad occuparsi dell’assunzione di alcuni giovani fu proprio l’allora primo cittadino Pasquale De Lucia”. Questo ha detto Scarano.


Così ieri il comandante è stato sottoposto ad un lungo esame da parte del Pubblico Ministero Gerardina Cozzolino e dagli altri difensori, difeso dall’avvocato Alberto Martucci. La sua tesi rigetta l’accusa: egli conferma che circa le assunzioni era stato De Lucia ad intercedere presso la struttura, ma che non era a conoscenza di molti dei lavori che avvenivano all’interno ed all’esterno della struttura destinata al supermercato.

Ma Scarano ha dovuto rispondere anche ad un’altra accusa riguardante i lavori per l’autolavaggio Chersoni, che non erano stati sottoposti all’esame e le cui presunte irregolarità furono rilevate da un esposto anonimo inviato al comando dei carabinieri. Anche qui ha respinto l’imputazione circa la conoscenza di queste presunte irregolarità.

Ad essere ascoltato dal PM Cozzolino è stato anche uno dei Perrotta, diversamente da altri imputati che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tra cui Rita Di Giunta. A difendere gli imputati c’è stato un vasto collegio legale difensivo, composto da Gabriella Cusano, Romolo Vignola, Pasquale Vigliotti, Pietro Romano e Federico Simoncelli.

Al termine di questa lunga udienza il magistrato d’accusa (Cozzolino) ha chiesto l’acquisizione delle dichiarazioni rese in sede d’interrogatorio. Pretesa che è stata accolta. E quindi, di conseguenza, tali dichiarazioni sono finite nel fascicolo del giudice Carotenuto.




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