Normandia 2, sentenza per 19. Le motivazioni

Casal di Principe. La Corte di Cassazione ha reso note le motivazioni con cui lo scorso novembre si era espressa sulla posizione di 19 persone imputate nel processo scaturito dall’operazione Normandia 2.

I RICORRENTI

A presentare ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte di Appello nel 2016 sono stati  Ardente Antonio, nato il 03/04/1971 a Caserta; Barano Mario, nato il 18/01/1983 a Casal di Principe; Bianco Massimo, nato il 18/03/1975 a Caserta;Bidognetti Raffaele, nato nel 1974 a Villaricca; Ciancio Angelo, nato il 09/04/1955 a Napoli; Conte Vincenzo, nato il 06/05/1967 a Villa di Briano; Corvino Paolo, nato l’11/03/1965 a Casal di Principe; Della Corte Nicola, nato il 07/07/1970 a Villa di Briano; Gurlui Ancuta Ioana, nata il 21/08/1984 in Romania; Iacolare Alfonso, nato il 09/08/1981 a Villaricca; Iovine Mario, nato il 18/09/1959 a San Cipriano d’Aversa; Letizia Raffaele, nato il 15/04/1969 a Casal di Principe; Noviello Antonio, nato il 05/09/1975 a Casal di Principe; Noviello Vincenzo, nato il 05/02/1967 a Peterborough -Gran Bretagna; Noviello Epaminonda, nato il 15/09/1956 a Casal di Principe; Paolella Nicola, nato il 10/02/1981 a Santa Maria Capua Vetere; Schiavone Armando, nato il 07/12/1974 a Capua; Sola Carmine, nato il 05/09/1973 a Napoli; Tancredi Luigi, nato il 27/04/1965 a Potenza.

LA SENTENZA D’APPELLO

La Corte di Appello di Napoli ha condannato Ardente Antonio alla pena di anni otto mesi otto di reclusione; Barallo Mario alla pena di anni tre mesi quattro; Bianco Massimo alla pena di anni nove mesi quattro; Bidognetti Raffaele alla pena di anni tre e mesi otto;  Ciancio Angelo alla pena di anni quattro; Conte Vincenzo alla pena di mesi sei; Corvino Paolo alla pena di anni otto; Della Corte Nicola alla pena di anni cinque; Gurlui Ancuta Ioana alla pena di anni tre mesi quattro e giorni venti;  Iacolare Alfonso alla pena di anni quattro mesi otto;  Iovine Mario alla pena di anni tre; Letizia Raffaele alla pena di anni tre;
Noviello Antonio alla pena di anni cinque mesi quattro; Noviello Epaminonda alla pena di anni cinque mesi due; Noviello Vincenzo alla pena di anni cinque; Paolella Nicola alla pena di anni tre;  Schiavone Armando alla pena di anni nove e mesi quattro; Sola Carmine alla pena di anni nove e mesi quattro. Nei confronti di Tancredi Luigi è stato disposto in grado di appello il proscioglimento.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE


La sesta sezione penale della Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Bianco Massimo e Bidognetti Raffaele limitatamente a un capo d’accusa, in quanto sopraggiunta la prescrizione; ha rigettato nel resto il ricorso di Bidognetti e ridetermina la pena per il residuo reato in anni tre di reclusione; ha annullato per Gurlui Ancuta Ioana per un capo d’accusa per non aver commesso il fatto.

E’ stata annullata la sentenza di condanna relativamente a tre capi per Bianco e alla finalità mafiosa per Gurlui, Noviello Vincenzo e Paolella Nicola E Noviello Epaminonda in
relazione al citato art. 7 nonché in ordine al capo. Per questi imputati è stato disposto, in riferimento ai capi annullati, il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d’appello di Napoli.

Sono stati rigettati totalmente i ricorsi di Ardente Antonio, Della Corte Nicola, Schiavone Armando e Sola Carmine, che condanna al pagamento delle spese processuali e dichiarati inammissibili quelli di Barallo Mario, Ciancio Angelo, Conte Vincenzo, Corvino Paolo, Iacolare Alfonso, Iovine Mario, Letizia Raffaele, Noviello Antonio e Tancredi Luigi. Oltre alle dodici condanne definitive è stato disposto anche il riconoscimento del risarcimento all’associazione antiracket Fai che si è costituita parte civile.

L’INDAGINE

L’operazione scattò nel giugno 2013 e portò all’arresto di una cinquantina di persone ed al sequestro di beni per decine di milio di euro: tra i reati contestati nel corso dell’inchiesta ci sono quelli di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, illecita concorrenza eseguita con violenza e minaccia, truffa aggrava ai danni Stato, frode informatica, riciclaggio e reimpiego di capitali, intestazione fittizia di beni, estorsione ed altri reati aggravati da finalità mafiose.




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