Raid incendiario dall’avvocato Grillo. La solidarietà dei colleghi

L’AGGIORNAMENTO – La nota dell’Associazione Avvocati in Caserta

Nella serata di ieri 15 marzo è stato perpetrato, da persone allo stato rimaste ignote, un atto vandalico ignobile nei confronti dell’avvocato Sergio Grillo, valente e stimato collega. Alcuni malviventi si sono introdotti clandestinamente nel suo studio legale di via Melorio in Santa Maria Capua Vetere e utilizzando del liquido combustibile hanno dato fuoco alla documentazione ivi custodita.

L’Associazione Avvocati in Caserta esprime piena solidarietà e vicinanza all’Avv. Grillo e nel contempo manifesta vivo sdegno e duro biasimo per il comportamento criminoso attuato dai vandali i quali evidentemente non hanno compreso che l’esercizio della professione forense è una missione in difesa e a tutela dei diritti di tutti i cittadini e delle fasce più deboli e che carica l’avvocato delle sofferenze e delle pene dei suoi assistiti. Ogni offesa rivolta al lavoro del professionista lede la tutela dei diritti delle persone

IL PRIMO LANCIO DI EDIZIONE CASERTA


SANTA MARIA CAPUA VETERE. Un incendio verosimilmente di origine dolosa è scoppiato in serata nella sede del CAF di via Melorio che fa capo all’ex assessore comunale Vincenzo Valletta e marito dell’attuale consigliere Elisabetta Milone, uno dei cinque consiglieri che pur con alcuni distinguo hanno dichiarato sincera lealtà al sindaco Antonio Mirra in attesa di un chiarimento che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni (Totus tuus sum).

Le fiamme subito spente dall’intervento dei pompieri e delle forze dell’ordine hanno distrutto la documentazione esistente nell’ufficio che è attiguo allo studio legale dell’avvocato Sergio Grillo.

Alcuni passanti hanno visto fuoriuscire del fumo dallo studio ed hanno allertato i soccorsi e una pattuglia di carabinieri in transito nella zona. Dai primi accertamenti pare prendere piede l’ipotesi di un incendio doloso poichè la porta di ingresso è stata trovata aperta e sono state rinvenute tracce di un liquido infiammabile.

Le indagini ora tendono ad accertare se il bersaglio del raid incendiario fosse il CAF o l’ufficio legale e per questo motivo i titolari sono stati sentiti dagli inquirenti che hanno repertato sul posto anche alcuni oggetti che potrebbero essere in qualche modo collegati all’azione intimidatoria. Non si esclude alcuna pista, ma sicuramente è da escludere quella estorsiva.

ANTONIO TAGLIACOZZI




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