Moggi in Procura per don Barone. LE FOTO

Santa Maria Capua Vetere. L’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi è in questo momento davanti agli uffici giudiziari del tribunale penale di Santa Maria Capua Vetere. E’ stato convocato infatti dalla locale Procura per essere ascoltato nell’ambito dell’inchiesta su don Michele Barone, che ha conosciuto così come altri vip. L’esponente dell’ex triade bianconera è assolutamente estraneo all’indagine e sarà sentito solo in quanto persona informata sui fatti.

Lo stesso Barone in un’intervista del 2012 disse che di aver conosciuto “nel 2004 il direttore generale della Juventus Luciano Moggi. Ci siamo conosciuti al Santuario del Divino Amore e lì è nato un rapporto d’amicizia molto stretto tra me e lui, tanto che ogni volta in cui c’erano le partite, qualche ritiro, qualche situazione particolare per la squadra, era sempre disposto a invitarmi. Voleva che andassi lì a fare una preghiera per i calciatori, seguirli spiritualmente. Ecco, c’è stato sempre da parte mia un’attenzione verso tutto il mondo e l’uomo in quanto tale: non faccio differenza tra vip e non vip“.

LE NUOVE ACCUSE AL PRETE

Nuove contestazioni per il sacerdote di Casapesenna don Michele Barone, finito in carcere il 23 febbraio scorso con l’accusa di aver maltrattato e abusato sessualmente di tre donne, di cui una minore di 14 anni, facendo loro credere che fossero possedute dal demonio tanto da sottoporle a riti di esorcismo.


La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha infatti chiesto e ottenuto dal Gip l’emissione a carico del prelato di un’ordinanza con la contestazione del reato di lesioni gravissime che sarebbero state commesse proprio ai danni dell’adolescente. Il provvedimento è stato emesso sulla base della consulenza medica che ha accertato come la 14enne abbia subito uno sfregio permanente al volto in seguito proprio alle pratiche del sacerdote.

Le nuove accuse riguardano anche gli altri tre indagati nella vicenda, ovvero i genitori della minorenne e il funzionario della Polizia di Stato Luigi Schettino, tutti accusati di non aver impedito che le violenze fossero perpetrate. I tre furono arrestati insieme a Barone, ma contrariamente al prete tuttora detenuto in carcere, finirono ai domiciliari.

Nei giorni scorsi il Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha alleviato la posizione dei due coniugi, annullando l’ordinanza ai domiciliari e concedendo loro la libertà; nel provvedimento odierno però, per entrambi è stata disposta la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, ovvero alla figlia, con la perdita della potestà genitoriale. Domani intanto si riunirà a Napoli il Tribunale del Riesame che dovrà decidere se concedere la scarcerazione del sacerdote, così come richiesto dal legale Carlo Taormina; i giudici dovranno pronunciarsi anche sulla posizione del poliziotto, difeso da Carlo De Stavola.

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