Il figlio del vigilante ucciso: “E’ colpa dei genitori”

Regionale. “Per me sono complici degli assassini, sia chi esprime solidarietà sui social con i minorenni arrestati sia i loro genitori che li hanno lasciati alle 3 di notte andare in giro aggredendo un uomo buono che faceva il suo lavoro”. Così all’ANSA Giuseppe Della Corte, 25 anni, figlio di Francesco Della Corte, 51 anni, il vigilante morto a Napoli venerdì dopo essere stato aggredito il 3 marzo. I suoi presunti assassini sono stati arrestati. “Vogliamo giustizia, fino in fondo. Devono marcire in galera”, dice

IL MINISTRI MINNITI: SFIDA SI VINCE A SCUOLA

L’arresto dei tre minori per l’omicidio del vigilante nella stazione della metropolitana di Piscinola, a Napoli, così come in altri casi (riguardanti l’aggressione al minorenne Arturo o lo smantellamento delle organizzazioni mafiose a Ostia e il duro colpo per quelle del Foggiano) non è casuale, ma frutto di ”un’attività metodica, non a spot, portata avanti in questi quindici mesi. Può piacere o meno, però il dato è questo”. Così il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un colloquio con ‘Il Mattino’. Secondo il responsabile del Viminale la sinergia tra le istituzioni funziona ma la sfida si vince a scuola.


Il ministro – ricordando l’incontro in Prefettura a metà gennaio – evidenzia che è stata messa in campo a Napoli una duplice risposta: ”Investigativa, individuando le responsabilità di coloro che si erano macchiati di gravissimi reati, e preventiva, assicurando un maggiore controllo del territorio”. ”Accanto a questo si è deciso di intervenire nel campo educativo – afferma Minniti – il ministero dell’Interno ha lanciato il progetto, finanziato e già operativo, di accompagnamento all’obbligo scolastico per 400 ragazze e ragazzi del Rione Sanità. E poi sempre il Viminale si farà carico di un progetto con gli educatori di strada attraverso i fondi del Pon sicurezza. Questo è il piano organico, che sta dando i suoi frutti, iniziativa che non marcia solo su una delle due gambe, ma su entrambe”.




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