Riti satanici a Maddaloni, don Barone manda la polizia….

Maddaloni. Provò a spostare l’attenzione dai suoi esorcismi a presunti riti satanici che poi non sono mai stati accertati. E’ questo lo scenario che emerge dalla testimonianza del vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ascoltato nel secondo filone di inchiesta che ha coinvolto il parroco di Casapesenna don Michele Barone e il dirigente di polizia Schettino.

“Ricordo – ha dichiarato monsignor Spinillo – che un giorno don Michele, sempre nella logica di dimostrare la sua correttezza, mi parlò del fatto che a Maddaloni vi era un luogo in cui si incontravano delle sette sataniche intorno al monte di San Michele e che in occasione aveva condotto lì l’ispettore Schettino per verificare se vi fossero tali riti. Mi disse che erano andati il giorno sbagliato, e, dunque, non avevano trovato nessuna traccia dei riti. Fece riferimento a questa circostanza come, vicino alla sua persona, vi fossero dei poliziotti così da accreditarsi con maggiore persuasione.”


“Escludo di aver mai saputo da don Michele o da altri di un esorcismo praticato sul castello di Maddaloni, presente Schettino. Di questa circostanza ne serberei memoria. Don Michele mi disse che i genitori della ragazzina erano d’accordo ad affidare alle sue cure. Non ricordo se l’iniziativa dell’incontro sia stata mia o sua ma non credo di averlo mai convocato.”

“Don Michele – conclude il vescovo – ha cercato di minimizzare e difendersi dicendo che era stato già convocato dalla polizia di Aversa ma che era tutto risolto, anche se, da quel che compresi la convocazione non era legata all’esposto.”




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