Famiglia Bifone, condanne definitive per 3

Portico di Caserta. Sono state depositate le motivazioni della condanna in via definitiva per tre esponenti della famiglia Bifone di Portico: si tratta di Angelo Bifone, 48 anni; Elpidio Giuseppe Bifone, 27 anni; Giuseppina Di Caprio, 50 anni, originaria di San Prisco. I tre sono rispettivamente fratello, nipote e moglie dell’ex boss Antonio Bifone, detto “Zuzù”, ora pentito.

I tre avevano presentato ricorso contro il verdetto della Corte di Appello del novembre 2016 con il quale era stata riformata la sentenza emessa dal gup che derubricava a Elpidio Giuseppe Bifone il reato in tentata estorsione pluriaggravata rideterminando la pena e confermata la condanna di primo grado per Angel Bifone e Giuseppina Di Caprio, accusati di estorsione.

Per Elpidio Bifone sono state invocate attenuanti generiche oltre a rilevare il mancato vantaggio nell’episodio contestato. Contestazioni nel merito per Angelo Bifone e Giuseppina Di Caprio. Nell’udienza dell’8 febbraio la Suprema Corte ha discusso i tre ricorsi ritenendoli inammissibili poichè infondati e confermando quindi la condanna a 4 anni e 8 mesi per Angelo Bifone e a 4 anni per Elpidio Giuseppe. Pochi giorni dopo, resa definitiva la condanna, lo stesso Angelo Bifone si costituì al carcere di Lanciano (come rivelato in anteprima da Edizione Caserta, ndr).

Dall’inchiesta che nel novembre 2014 portò a 4 arresti, è emerso che i vertici del gruppo, anche se in carcere, continuavano a coordinare l’attività estorsiva sul territorio attraverso i propri complici e pretendendo in particolare in occasione delle tre principali festività (Natale, Pasqua e Ferragosto) la dazione di somme di denaro a titolo di estorsione. Gli imprenditori vittime delle richieste del clan Bifone, alleati storici dei Belforte di Marcianise, sarebbero stati sette, attivi in diversi settori.


Giuseppina Di Caprio e Elpidio Giuseppe Bifone

L’attività investigativa, iniziata nel luglio 2012 e condotta anche con l’ausilio di attività di intercettazione riscontrate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha consentito di raccogliere un grave quadro indiziario su alcuni componenti della famiglia Bifone che avrebbero continuato ad organizzare, anche se detenuti, l’attività estorsiva sul territorio attraverso loro complici, pretendendo il pagamento della “tassa della tranquillità”.

LA CONDANNA DEFINITIVA DI ANGELO BIFONE IN ANTEPRIMA SU EDIZIONE CASERTA




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