Grillo, l’incontro in carcere col boss

Marcianise. Sta cominciando a fare davvero sul serio Angelo Grillo, l’imprenditore di Marcianise detenuto ormai da quasi cinque anni con l’accusa di essere la mente economica dei Mazzacane di Marcianise. Negli ultimi mesi “o’ Zannuto” ha cambiato la sua posizione di intransigenza e sta cominciando a collaborare in maniera proficua con i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Tra gli ultimi interrogatori depositati ci sono anche delle dichiarazioni riferite al periodo nel quale Grillo era detenuto presso il carcere di Parma: ospite della struttura e in particolare del braccio riservato a coloro che erano al 41bis c’era, oltre al 68enne ex consigliere comunale di Marcianise, anche colui che di Marcianise era stato il capo criminale: Domenico Belforte.

Detenuto ormai 20 anni (senza interruzioni al contrario del fratello Salvatore), il capoclan, secondo la testimonianza, mostrò più di una volta atteggiamenti di disponibilità nei suoi confronti arrivando a paventargli addirittura una possibile falsa testimonianza utile a scagionare Grillo dalle pesanti accuse rivolte nei suoi confronti.


Domenico Belforte propose all’ex politico che, se avesse voluto, lui avrebbe dichiarato di non conoscerlo. Grillo e il boss, anche se non potevano incontrarsi, poteva incrociarsi all’interno del penitenziario emiliano: a dividerli c’era, infatti, solo un piano e peraltro la stanza di Belforte si affacciava sul luogo dove il politico faceva il suo passeggio.




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