I NOMI. Coltello alla gola per rapina, la decisione per i due giovani

Caserta/Maddaloni. Sono stati ristretti ai domiciliari i due presunti autori della rapina avvenuta domenica sera alla stazione di Caserta: si tratta di Nicola Ascione, 32 anni, di Ercolano e Giuseppe Nesi, 24 anni, di Maddaloni. I due sono comparsi ieri mattina davanti al gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha convalidato il fermo ma disposto la scarcerazione e la restrizione agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

 

Ad arrestarli sono stati i poliziotti della Squadra Volante della Questura di Caserta in piazza Garibaldi, nei pressi del sottopasso della Stazione Ferroviaria. Secondo la ricostruzione degli agenti poco prima due giovani ragazzi (un uomo ed una donna entrambi classe ’99, originari di San Tammaro) mentre erano seduti su di una panchina all’interno della Stazione Ferroviaria, intenti a parlare tra loro, venivano avvicinati da una persona di colore che, con una mossa improvvisa, scippava dalle mani della ragazza il suo smartphone per poi scappare all’esterno della stazione. L’altro ragazzo lo rincorreva e lo scippatore, pur di restare impunito, buttava via il telefono e si dileguava.


Nel frattempo la giovane, raggiunto il piazzale della stazione, veniva avvicinata da due individui che, lasciando intendere di volerla aiutare, le chiedevano cosa fosse successo per poi correre in direzione dello scippatore e dell’altro ragazzo. Una volta raggiunto il giovane, che nel frattempo aveva recuperato la refurtiva, i due lo  colpivano improvvisamente al volto con una testata e con dei pugni, sottraendogli il cellulare della ragazza, appena recuperato. Uno dei due estraeva dalla tasca un coltello e lo puntava alla gola del giovane, intimandogli di consegnare anche il suo smartphone.

In quegli istanti le Volanti della Questura di Caserta, allertate dal Centro Operativo sulla base di una segnalazione di un cittadino che aveva riferito di una lite nei pressi della stazione, intervenivano e immobilizzavano i due recuperando il cellulare e sequestrando il coltello utilizzato per il raid.

 




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