Al vescovo di Acerra il premio nazionale don Diana

CASERTA/ACERRA. Come ogni primo giorno di Primavera, è stato assegnato oggi il “Premio Nazionale don Diana – Per amore del mio popolo”, giunto alla settima edizione e istituito dal Comitato don Diana, Libera Caserta e dalla famiglia del sacerdote ucciso a Casal di Principe, il 19 marzo del 1994, da un killer dei Casalesi, mentre era nella sagrestia della Chiesa di San Nicola di Bari. Il riconoscimento è andato quest’anno ad Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra dal 2013, Emergency, nota associazione no-profit fondata da Gino Strada a Milano nel 1994 ed Enzo Avitabile, sassofonista, compositore e cantautore.

Il premio, opera dell’artista Giusto Baldascino e consistente in una Vela, versione in miniatura del monumento presente nel Parco cittadino di Casal di Principe dedicato a don Giuseppe Diana, verrà consegnato il 4 luglio a Casa don Diana, nel giorno in cui il prete avrebbe festeggiato il suo compleanno. Ogni anno viene assegnato a personalità che hanno saputo meglio incarnare, nel campo artistico, sociale, religioso, politico, economico, delle professioni, il messaggio di Don Diana contribuendo alla denuncia, alla resistenza e alla costruzione di comunità libere alternative alle mafie. Quest’anno il premio è stato assegnato al Vescovo Di Donna, perché, si legge nella motivazione, “si è sempre battuto per un’operazione-verità sul dramma ambientale, chiedendo in tutte le sedi l’inizio delle bonifiche e il superamento degli ostacoli burocratici che hanno bloccato per oltre venti anni il risanamento dell’ambiente ammalato”. Ad Emergency, perché “sin dall’inizio la sua campagna è stata impegnata sul fronte della pace, della solidarietà e del rispetto per i diritti umani. Non ha mai indietreggiato dinanzi alle difficoltà, istituendo progetti in 18 Paesi differenti, con la ristrutturazione di strutture sanitarie già esistenti e la costruzione di nuovi ospedali, centri chirurgici, centri di chirurgia cardiologica, centri di riabilitazione, centri pediatrici, cliniche e centri di maternità”.


Per Avitabile, il riconoscimento è arrivato perché “la sua musica sa ‘parlare’ e raccontare luoghi, storie e persone di realtà difficili. Una musica che sa dare voce agli ‘ultimi’, al dramma di una terra avvelenata dai rifiuti fino a quello di chi combatte una guerra impregnata di sacrificio per camminare a testa alta”. Menzioni speciali sono andate a “Mettiamoci in gioco”, campagna nazionale contro i rischi del gioco, coordinata da don Armando Zappolini e nata nel 2012, a Marco Bartoletti, imprenditore fiorentino che con la sua società operante nel settore dell’alta moda, dà lavoro a 250 persone in fabbrica e ad altre 300 sul territorio, di cui il 30 percento sono persone in difficoltà. Ultima menzione a Franco Venturella, già provveditore agli studi di Vicenza e presidente dell’associazione ‘Cittadini per la Costituzione’, per il suo impegno a tenere alta la memoria delle vittime innocenti della criminalità




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