Consiglio Comunale, ‘Speranza’ abbandona l’aula per la mancata discussione sul Biodigestore

Caserta. Un’azione prevedibile che era nell’aria già da molti giorni. Durante il consiglio comunale di quest’oggi, il gruppo consiliare di Speranza per Caserta ha abbandonato la seduta in segno di protesta per il mancato inserimento della mozione sul biodigestore di Ponteselice tra gli ordini del giorno.

“A Caserta succede che un gruppo di consiglieri comunali di opposizione presenta una mozione per chiedere la revoca degli atti amministrativi che individuano la zona ASI di Ponteselice (ad 800 metri dalla Reggia ed anche meno dalle abitazioni del quartiere Acquaviva, di Recale, Casagiove e San Nicola) – aveva pubblicato su facebook poche ore prima del consiglio comunale il consigliere di Speranza Francesco Apperti -. Intanto l’amministrazione va avanti e bandisce la gara per la progettazione dell’impianto (appalto del valore di oltre un milione di euro), e con una azione vergognosa di bavaglio il presidente del consiglio ed i capigruppo di maggioranza non consentono la discussione della mozione, a distanza di oltre tre mesi dalla presentazione.
Abbiamo scritto anche al Prefetto che dovrebbe garantire la regolarità delle attività consiliari, ma finora nessuna risposta.”

Prima di uscire dall’aula, la capogruppo di Speranza, Norma Naim, ha dichiarato:

“Il consiglio ha attuato una’ azione discriminatoria per limitare le nostre attività. Il presidente e parte della maggioranza non hanno voluto iscrivere per questa seduta la mozione sul biodigestore sottoscritta da me e dai consiglieri d’opposizione Ventre, Fabrocile, Apperti e Mariano. Questa battaglia è una battaglia che non stiamo facendo da soli, ma con l’appoggio dei sindaci di San Nicola, Capodrise, Casagiove e Recale. E’ nostra intenzione, a partire da adesso, intraprendere le vie legali. Speranza per Caserta soffre di un isolamento politico e pur nutrendo profondo rispetto per le istituzioni, mi trovo a dover affrontare una palese violazioni delle attività consiliari. Non esiste alcun motivo valido per rigettare una mozione presentata mesi fa. È in corso un bando di  gara che scadrà l’11 aprile e non vorremmo a riparlarne a cose già fatte.”


L’attacco è stato indirizzato principalmente al presidente De Florio, accusato di “aver ricevuto pressioni esterne durante la riunione dei capigruppo per non inserire la mozione all’interno del programma del giorno”.

Immediata, ovviamente, la reazione della maggioranza. Il consigliere di “Insieme” Giovanni Megna, ha dichiarato la “volontà di inserire la discussione all’interno di un altro consiglio, contenente la somma di tutti gli argomenti più ‘scottanti’, programmato prima della presentazione del bilancio previsionale, evidenziando che non esiste alcuna volontà di tappare le ali al gruppo di Speranza”

“Di tutto si può tacciare De Florio, – ha ribattuto Matteo Donisi (GD) fuorchè del fatto che sia un presidente che non da spazio alle minoranze. È il solito tentativo strumentale di circondare la maggioranza di un area ombrosa, di fomentare un inesistente retropensiero arcano per cui esiste una scelta volontaria di non parlare del biodigestore. Non capisco come si possa andare a sindacare su di un argomento affrontato in consiglio già due volte tramite discussioni interminabili”

“Uno spettacolo indecoroso per il pubblico presenta in aula – ha dichiarato il consigliere di maggioranza Gianfausto Iarrobino. – Io sono dell’idea che chi è assente ha sempre torto. Fare i capricci per dimostrare il proprio dissenso, così come fomentare dichiarazioni diffamatorie fatte a mezzo stampa, è qualcosa di infantile. “

Medesima la posizione assunta dal consigliere Maietta: “Basta abbandonarsi ai facili populismi di questo momento storico. Si tratta di una che deriva deve essere arrestata da chi crede nella democrazia.”

Appoggio ai consiglieri di Speranza invece, da parte dell’ex componente Antonello Fabrocile, il quale ha dichiarato che “continuerà a mantenere la propria linea politica sugli argomenti da tempo condivisi”




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