Chef-boss ordina dal carcere con una lettera: “Ecco chi deve pagare”

Maddaloni. Un passato di chef, ormai remoto. Uno più recente in cui Antonio Mastropietro ha provato a mandare avanti gli affari illeciti della malavita di via Feudo prendendo il testimone da Antonio Esposito, accusato insieme a lui del delitto Panipucci ma arrestato prima di lui per un’altra vicenda.

Entrambi sono coinvolti anche nell’ordinanza eseguita questa mattina dalla squadra mobile di Caserta, guidata dal vice questore aggiunto Filippo Portoghese, nei confronti di 19 persone. E anche dal carcere lo chef prova a dare direttive, a non far fermare i due affari storici della camorra maddalonese: droga e estorsioni.

Nel febbraio 2017, infatti, stando a quanto emerge dalle oltre 300 pagine del provvedimento, Antonio Mastropietro consegna ai parenti due pizzini. La polizia penitenziaria si accorgeva del passaggio di un solo pizzino sul quale erano annotati i nomi degli esercizi commerciali di Maddaloni storicamente sottoposti ad estorsione con l’indicazione, per ciascun negozio, delle tangenti da pagare. Il colloquio dimostra, secondo il gip, che Antonio Mastropietro, dopo l’arresto di Antonio Esposito detto “o sapunaro” aveva assunto la guida del clan e delle attività illecite, compresa la riscossione delle tangenti agli spacciatori


Nella conversazione Mastropietro chiede alla moglie e alla sorella (estranee all’indagine) di recuperare i crediti vantati dal clan nei confronti di alcuni spacciatori tra cui “o’ zingar” (Fabio Romano) e “o’ piccirill” (Aniello Zampella): “il fatto della Cucciarella sono trecento euro al mese. Ma lo sanno bene, hai capito? Eh lo zingaro mi interessa…lo zingaro lo uccide….tremila e cento euro il piccolino”.

Le forze dell’ordine perquisiscono pochi giorni dopo l’abitazione dove vive la moglie: trovano una lettere custodita nella borsetta della donna. Le è stata inviata dal marito detenuto come peraltro egli stesso aveva anticipato nel colloquio della settimana prima, intercettato, a loro insaputa dalla Dda: “lì sta scritto tutto là..sopra questa lettera c’è scritto tutto”.

Nella missiva in effetti c’è un quadro esaustivo, come gli agenti del commissariato di Maddaloni, avranno modo di appurare dopo la perquisizione. “Se vann man al mio amico so pers – scrive Mastropietro – vrimmo i fa ambress. Se riusciamo a prendere tutto dai 2000 avv. e il resto li usi x me qua. A quelli fuori di che non li pensano che io devo a loro /8000+2000 xchè sto qua si congelano fino al mio ritorno. Facessero come dico io (al mio amico) e digli che questi mi servono ora se no ci pensasse lui alle mie richieste”




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