Incandidabilità, la sentenza per 10. TUTTI I NOMI

SAN FELICE A CANCELLO. E’ stata emessa pochi minuti fa la sentenza sull’incandidabilità per 10 ex amministratori del Comune di San Felice, sciolto per infiltrazione lo scorso maggio.

I 10 ex amministratori sono l’ex sindaco Pasquale De Lucia, l’ex assessore (brevissimo periodo) Patrizia Ferrara, l’ex vicesindaco Francesco Petrone, l’ex consigliere ed assessore Clemente Biondillo, l’ex consigliere di minoranza Raffaele Carmine Palmieri, l’ex presidente del Consiglio comunale Angelo Frasca, l’ex consigliere comunale Clemente De Lucia ’78, l’ex assessore Luca Alfredo D’Andrea, l’ex capogruppo di maggioranza Enzo Papa e l’ex sindaco Emilio Nuzzo.

Il tribunale ha accolto la proposta di incandidabilità per Pasquale de Lucia, Clemente biondillo, Francesco Petrone e Vincenzo Papa e rigettato la proposta nei confronti di Ferrara Patrizia, Angelo frasca, Luca Alfredo D’andrea, Carmine Palmieri, Emilio Nuzzo e Clemente De Lucia

Sono incandidabili per un solo mandato e quindi potrebbero ricandidarsi in pratica per le Regionali del 2025 o addirittura per le Comunali che potrebbero tenersi nel 2024, saltando solo le prossime.Gli incandidabili sono stati condannati anche al pagamento delle spese di 4520 euro mentre solo per Ferrara Patrizia Emilio Nuzzo e Carmine Palmieri è stato condannato il ricorrente sempre a 4520 euro. Gli altri spese compensate.


NEL 2017

ECCO LE MOTIVAZIONI ADDOTTE DALL’ALLORA PREFETTO DI CASERTA NELLA RELAZIONE DEL MINISTERO.

PASQUALE DE LUCIA è incandidabile perchè dalla relazione è giudicato contiguo al clan Zagaria per la vicenda della zona industriale. L’ex sindaco secondo la relazione è accreditato al fratello dell’ex primula rossa per tramite della Rita Di Giunta, sua amante all’epoca dei fatti ed ex consigliere comunale di Castel Volturno. La commissione di accesso ha evidenziato lo stretto legame tra la Di Giunta ed il clan dei Casalesi.

FRANCESCO PETRONE: nella relazione si descrive la sua vicenda giudiziaria nell’ambito dell’ordinanza del San Felice Gate per cui fu tratto in arresto e condannato poi con rito abbreviato. Indagato anche nell’ordinanza bis DDA del gennaio 2017.
Il prefetto per Petrone parla di due collegamenti con la criminalità.


CLEMENTE BIONDILLO: Il 43enne dei Ponti Rossi paga dazio per la parentela con alcuni soggetti pregiudicati.
Arrestati nel 2012 con i nipoti del boss del clan Massaro. L’ex assessore è inoltre presente nell’ordinanza DDA del gennaio 2017 anche se l’accusa di corruzione è stata riqualificata come ‘tentata’. Biondillo che dovrà comunque affrontare un processo, in questo caso, paga più per le parentele ingombranti.

LUCA ALFREDO D’ANDREA. Assessore per un anno e mezzo della terza amministrazione De Lucia paga dazio solo per le parentele della moglie, anche se il prefetto scrive pure “frequentazioni con soggetti controindicati”.

PATRIZIA FERRARA: Assessore a sorpresa all’inizio della terza amministrazione De Lucia per pochissimi mesi (gli fecero fare un giro sulla giostra), è incandidabile perchè è la sorella dell’ex boss Clemente Ferrara, componente del gruppo di fuoco della strage di Acerra, sentenza passata in giudicato. Stiamo parlando degli anni ’90.
La Ferrara comunque in quell’amministrazione è stata una sorta di fantasma.

ANGELO FRASCA. Frasca paga dazio per la presenza in entrambe le ordinanze da indagato a piede libero. Poi sempre come scrive il prefetto per una gara in cui ha favorito un parente (Prima ordinanza) e per il ruolo nell’associazione Campania Futura. Per il 40enne nessuna parentela…

CARMINE PALMIERI è incandidabIle perchè cugino di un soggetto ritenuto capo del diosciolto clan locale.
E’ stato inoltre controllato assieme ad un soggetto arrestato per 416 bis.

EMILIO NUZZO. Consigliere (provinciale) e sindaco antagonista. Nella relazione del prefetto De Felice si fa riferimento ai noti fatti di cronaca del 2006 che non c’entrano con l’attività amministrativa in seno al Comune di Nuzzo che diverrà sindaco solo nel 2011.

 

CLEMENTE DE LUCIA ’78. Nella relazione del prefetto la figura del 39enne del Ponte di Castagno viene associata solo all’ordinanza del 30 settembre 2016 e alla pesatura dei rifiuti, reati per i quali è stato assolto lo scorso aprile per non aver commesso il fatto.

VINCENZO PAPA. Anche su Papa si fa riferimento all’ordinanza del 30 settembre 2016, per la quale è sotto processo con rito ordinario per diversi reati.

Per la cronaca quindi gli unici che non hanno collegamenti o parentele con soggetti appartenenti alla criminalità sono Emilio Nuzzo, Angelo Frasca, Clemente De Lucia ’78 ed Enzo Papa.




Condividi